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Non vedo come la TV possa essere veicolo di contenuti autentici. Se consideri la tv come arte, alla stregua del cinema o del teatro, il suo principio fondante e' la finzione. Se consideri la tv come comunicazione, il suo principio fondante e' l'assertivita'. Ma Pasolini sembra alludere all'ideale della Verita', che e' ben altra cosa. Mi chiedo come puo' un qualcosa fatto per essere acceso tutti i giorni parlare tutti i giorni della Verita'. Quanto alla tendenza a tranquillizzare, cosa ci guadagnamo a dipengere la situazione finanziaria nei suoi effettivi toni neri, se la diretta conseguenza e' peggiorare la stessa situazione finanziaria?


Cioè il bue dice cornuto all'asino... come può colui che controlla tutto e tutte le televisioni italiane (direttamente o indirettamente) accusare queste di pessimismo???? Siamo alla follia, ma con Berlusconi non mi meraviglio più di nulla...


Un tempo mi arrivavano le barzellette di bastardidentro, per fortuna oggi c'è Berlusconi...


Gravatar dopo questo post forse al-qaeda sarà più contenta...


Gravatar Aggiungo un altro contributo per spostare lievemente il discorso.
Pasolini interveniva spesso ai dibattiti televisivi (e allora si dibatteva bene in tv) e una volta Biagi gli disse: "Guardi che lei può dire quello che vuole".
Pasolini: "No, non posso".
Biagi: "Sì, nessuno la censura".
Pasolini: "Sono io stesso che per primo mi censuro perchè so che certe cose non le posso dire qui".
Pasolini era consapevole che lo stesso mezzo tv, diretto a persone non in grado di elaborare i concetti veicolati, castrava il suo pensiero.
Oggi le cose non sono molto diverse, sia in tv come nei blog, come in quasi tutta l'informazione specializzata che non sia la pubblicazione scientifica.

Siccome occorre non fare voli pindarici ma gettarsi su argomenti concreti, tanto per fare un esempio che a me sta a cuore, in tv non si potrà mai parlare di sessualità (attenzione, non ho detto sesso!) in modo scientifico e informativo. Nella giornata che ricorda la lotta all'Aids magari si poteva fare.
Tipo, dare consigli di prevenzione o sull'uso dei contraccettivi, sfatare luoghi comuni sul coito interrotto o spezzare stereotipi sull'accoppiamento (se lei mi chiede di penetrare la sua vagina da dietro, è una troia) o fare un discorso serio e completo sulla complessità della sessualità umana, visto che non consiste solo nell'atto riproduttivo ma coinvolge il cervello.
A livello storico sarebbe interessante per esempio ricordare l'uso di lavarsi prima del sesso (assai in disuso specie tra i maschi), che ha origini arabe e di cui si trovano tracce in letteratura.
Insomma ci sono argomenti di cui in tv non puoi parlare.
Non è solo la superficialità e velocità televisiva ad impedirlo, ma la necessità della tv di veicolare stereotipi comportamentali e linguistici che, come tali, rassicurino chi guarda e ignora altre possibilità e altre modalità.




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