Gravatar Couldn't be "the WISE side of Hollywood", simply?


Gravatar Dopo aver visto Team America e aver letto questo post ho un'pò di casini in testa....

Tornando al mio comento nel precednte post, vorrei precisare che il box dove dovrebbero comparire le ultime news dei vari think-tank dovrebbe ovviamente essere collegato ad un sito che potrebbe essere strutturato con un ampia banda centrale dove vengono approfonditi gli eventi comparsi nel box solo sotto forma di titolo, e una più stretta laterale dove ci sono i link ai siti degli aderenti al progetto oltre a link a think-tank, riviste e giornali italiani e stranieri estranei al progetto ma cmq in linea con il suo pensiero.

Come ti dicevo ho visto su Libero la pubblicità di TocqueVille.it, immagino che siate stati voi di Ideazione a pagare lo spazio.
E' di tutta evidenza che più il progeto tocque-ville si espanderà magggiori sarano gli ineviatbili costi (in particolar modo se si vogliono organizzare delle iniziative collaterali come convegni, summer schools pubblicazioni e quant'altro).

Una possibile modalità per reperire dei fondi potrebbe essere quella di dare in affitto ad alcune case editrici liberali (Rubettino, Liberilibri, Lindau, Leonardo Facco...) degli spazi della home di TocqueVille, ove esse possano pubblicizzare le loro ultime novità editoriali. In cambio pagano una certa somma ai gestori di TV (Ideazione) e danno la possibilità ai cittadini di TV di acquistare i loro prodotti ad un prezzo agevolato (quest'utimo punto sarà più agevole una volta effettuate le re-iscrizioni di cui avevi parlato a Sestri).


Gravatar Domiziano: "right" vuol dire anche "giusto"


Gravatar Tudap: dalla fine di settembre, TQV avrà una forma (e una sostanza) molto diversa da quella di oggi, anche per quanto riguarda i suoi rapporti con Ideazione. La pubblicità su Libero è uno "scambio di pubblicità" che dovrebbe proseguire anche in futuro, proprio nell'ottica di fare network con i media e i think-tank d'area.

Spero di incontrarti al prossimo meeting pubblico di TQV, abbiamo sempre bisogno di buone idee


Gravatar Molti commentatori hanno richiamato le similitudini esistenti fra le campagne di Russia – napoleonica e dell’Asse – con l’assalto al Libano: se il paragone regge, dobbiamo riconoscere che Mosca non è stata conquistata e che l’esercito israeliano dovrà ritirarsi dal Libano, scornato e depresso.
In realtà, il vero “assalto a Mosca” non c’è stato poiché l’obiettivo primario della guerra era lo scontro aperto con la Siria, la caduta del regime di Assad e l’aggiunta di un nuovo “tassello” nel Risiko che Pupazzetto Bush tiene aperto sulla scrivania dello Studio Ovale. Papà glielo ha appena regalato, e Giorgetto ha addirittura imparato a riconoscere l’Iraq, l’Italia e la Nuova Zelanda nel planisfero: mamma Barbara è così contenta dei progressi del pargolo che gli farà trovare un bel pony e due pistole a tappi “Pecos Bill” nel ranch di Crawford.
Senza lo scontro con la Siria, però, tutta l’operazione israeliana perde completamente significato: il porto di Tartus continua ad essere il terminal dell’oleodotto che parte dall’Iraq, gli accordi con la Turchia per nuovi oleodotti e per sottrarre acqua alle sorgenti del Tigri per portarla in Israele non ne risultano certo facilitati e, ciliegina sulla torta, a novembre Bush dovrà rispondere di fronte all’elettorato americano di questa nuova e sensazionale “vittoria” della diplomazia statunitense in Medio Oriente. Anche il Libano sono riusciti a giocarsi: è proprio vero che anche le formiche, nel loro piccolo, s’incazzano.
Pur ammettendo che si tratta soltanto di una battaglia – e che la “guerra infinita” di Bush e di Israele continua – si tratta di una battaglia persa, e di una battaglia importante, potremmo quasi azzardare “decisiva”.
Tutti gli scenari trionfalistici/catastrofici (secondo il punto di vista) di poche settimane fa sono stati diametralmente ribaltati: un Libano parzialmente occupato, Hezbollah distrutto, Israele che mostra ancora una volta il suo strapotere nell’area e Beirut prostrata di fronte alla Banca Mondiale di Wolfowitz per la ricostruzione sono oramai soltanto sogni, che in poche settimane si sono trasformati in incubi per Bush ed Olmert.
Il “Nuovo Medio Oriente” vagheggiato dai neocon e dai sionisti si sta rivelando un boomerang: da questa guerra uscirà certamente un nuovo Medio Oriente, ma sarà proprio l’opposto rispetto a quello che prevedevano Washington e Tel Aviv. E, attenzione: non sarà solo il Vicino Oriente a manifestare i segni della sconfitta israeliana, bensì sarà tutto il pianeta ad osservarne i frutti.


Gravatar io prima di andare a los angeles lo avevo scritto: avrei trasformato la California in uno stato conservatore. Tre mesi e ti ho ribaltato Hollywood... quasi quasi mi trasferisco... spercie or che Kate hudson si è liberata. LOL

aa


Gravatar E chi diavolo sarebbero i "moliti commentatori"?


Gravatar Better late than never, or possibly these hollywood types have started to realize that should the Islamo-facists win then their lifestyles of the Rich and Famous will most dinately be gone


Gravatar Non c'è Jessica Fletcher, strano :-|


Gravatar hhhh dovrebbero prenderlo al corriere


Gravatar E vai!!! Michael Chiklis!!!


Gravatar Meno male! Almeno loro condannano!


Gravatar Questo appello è una delle cose più confortanti che mi è capitato di leggere da qualche mese a questa parte.




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Commenting by HaloScan