Gravatar C'era la faccina sorridente pure nel mio commento, eh.


Gravatar Lisa, tu cafona?
Non ci crederei nemmeno se vedessi coi miei occhi!
Tranquilla, non sarai causa di incidente diplomatico.



Gravatar (c'è la solita faccina che non appare)

tipo questa:

: )


Gravatar Non fa testo:
eravate in territorio neutro.



Gravatar lo so, lo so che oggi sul treno non dovevo permettermi di usare la confidenza di un tentennamento della spalla alla nipponica che mi sedeva accanto.
ma io dovevo andare in bagno, e lei se la russava alla grande.

ora, Alessia, mi sorge un dubbio atroce: chi è stata la più cafona?

: ))


Gravatar fantastico!


Gravatar Fantastico!


Gravatar Infatti, è dato abbastanza noto anche ai 'non addetti ai lavori' che i giapponesi, pubblicamente, non gradiscano avere contatto fisico, con un gaijin (un "diversamente nipponico"), poi.
In questo specifico caso, non si è trattato di una cerimonia ufficiale ma di un incontro informale, quindi il protocollo immagino fosse meno rigido.
Ciò non toglie che sia sì un'usanza ormai assimilata la stretta di mano in sostituzione dell'inchino, ma non i buffetti, le pacche, gli abbracci, i baci (uno come il Vasavasa ne morirebbe...).
I giapponesi non vedono questi gesti come espressione d'affetto o esternazione di confidenza, ma, al contrario, come mancanza di rispetto nei loro riguardi e come esplicitazione di cafonaggine del soggetto che invade il loro spazio, mostrandosi irriguardoso del loro riserbo.
In ogni caso, il brevilineo vanta già un più che imbarazzante precedente di rilievo in termini di villania, di scortesia, di indecenza, di scorrettezza e inadeguatezza.
Nell'ottobre 2005, fu invitato alla Corte Imperiale prima, nella residenza di Koizumi come seconda tappa e all'Istituto Italiano di Cultura in ultimo.
Immagina quanto, in quell'occasione, il perfezionismo formale nipponico fosse stato applicato alle norme del cerimoniale diplomatico: mesi di preparativi minuziosi in vista dei diversi incontri, di cui il più importante alla presenza dell'Imperatore, un onore non da poco.
Lo 'statista' preferì disdire la visita declinando l'invito alla vigilia della partenza, giustificando il suo cambio di programma con la necessità di presenziare in Parlamento, dove sarebbe stata votata la riforma sulla "devolution" (Ragion di Stato, nevvero? ).
Comportamento inqualificabile e immotivato, lesivo per l'immagine dell'Italia, mortificante per il capo missione e la diplomazia italiana in rappresentanza nel Crisantemo, infelice e disagevole per le autorità nipponiche e per i responsabili del protocollo che avevano predisposto tutto con estrema cura.
Assolutamente inaccettabile per il Tennō Akihito.

Ecco, in quel caso, sarebbe stato opportuno che il brevilineo avesse fatto seppuku, per la vergogna causata e (ipoteticamente) provata.
Ma si sa, l'egolatra è gran cerimoniere di sé stesso ed episodi sconvenienti di questo genere non lo tangono punto.
Quanto a Koizumi, penso gli abbia sussurrato che "Buddha non sorride mai tre volte di seguito".




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