Grazie per avere letto le mie parole, sarò lieto di leggere le tue.

Mi(aspetta valà che mi firmo, che se anonimo poi non vale..:)


Una casa vivace, piena di voci e di calore!


Gravatar Il coraggio di saper cadere e rialzarmi da terra ogni volta. Più giù non si va, ma se non si rischia di cadere non si arriva mai da nessuna parte.


Gravatar I capelli! Vorrei che mi ricrescessero. Però lisci, stavolta.


Gravatar Rivivere alcuni momenti di allora con la testa e il cuore di adesso.


Gravatar Sia come tu desideri :)


Gravatar giusto, nessuno deve convincere l'altro :)

forse è questione linguistica, ma conosco una coppia di amici che desidera un figlio. però ci sono delle difficoltà. ci stanno provando con una caparbietà e un coraggio che ammiro.
non li compatisco per nulla.
se ci riusciranno o meno non è dato saperlo. potranno essere delusi. lo hanno messo (e lo mettono, quotidianamente, in conto).
sicuramente non potranno dire di non averci provato.

sull'accettare o meno la propria condizione mi vengono mille esempi in cui vivaddio che ci si ribelli e si cerchi di cambiarla la propria condizione! dalle donne, ai lavoratori, ai neri etc etc...

infine tu hai parlato di "invidia".
nel mio quotare aitan e il suo "non smettere mai di desiderare" non c'è nessun accenno all'invidia, così come non mi reputo affatto una masochista (visto che tu attribuisci al desiderio, la radice del dolore).

detto ciò, che io (e chi la pensa come me) sia libera di continuare a desiderare e che tu, invece, ne sia affrancato! :)


Gravatar Il mio era un esempio, Elena, e certo, queste rimangono le nostre personali e rispettabilissime opinioni :) nessuno deve per forza di cose convincere l'altro.

Quel che è difficile, in questo caso, è intendersi sul significato delle parole.

Quelli che tu chiami desideri per me sono aspirazioni e propositi. L'atto del desiderare è volizione mirata, significa voler soddisfare un bisogno (o credere di poterlo soddisfare) mediante l'ottenimento di "qualcosa", che sia esso materiale o meno.

E il non ottenerlo genera frustrazione, insoddisfazione e dolore. Ma anche ottenerlo non risulta mai appagante come si pensava che fosse, spingendoci verso nuovi "oggetti del desiderio" nell'illusione che il raggiungere quello a cui si tende porti l'appagamento desiderato.

E, certo, la serena accettazione di qualunque stato porta a scoprirne le potenzialità. Se sono un ergastolano, serve a qualcosa che smanii per una serata al casinò o una cena in un ristorante di lusso? No, ovviamente, desiderare queste cose non genera che pulsioni negative; ma potrei scoprire che il tanto tempo che ho posso impiegarlo nella lettura, e fare viaggi meravigliosi senza muovermi dalla mia cella.

Stesso discorso per il cieco: è più vantaggioso che passi il tempo a compiangermi e struggermi per i colori dell'alba e del tramonto e i volti cari che non potrò più vedere, o che scopra magari che riesco ad apprezzare la musica come mai ero stato capace prima, o che riesco a distinguere sfumature olfattive che prima nemmeno immaginavo, o che il tatto mi apre un universo percettivo prima inimmaginabile?

Per questo ti dico che nell'accettazione della propria condizione e quindi dei propri limiti sta la possibilità di scoprirne il potenziale.

Non c'è nulla di più inutile e vano che collezionare rimpianti per desideri inappagati, invidiare la supposta felicità altrui, voler essere diversi da quello che si è senza fare nulla per migliorarsi.

La conoscenza non nasce dal desiderio, ma dalla volontà di apprendere, dalla curiosità e da una mente aperta, che sono ben altra cosa.

Chi desidera la conoscenza come potrebbe desiderare un gioiello, spesso desidera solo il potere che quella conoscenza può donargli - e non la sapienza in sè.

L'atto del desiderare non è positivo e meraviglioso in sè - al contrario, è la radice del dolore: chi insegue un desiderio che costa continui sacrifici non è da ammirare ma da compatire.

Quel che è umanamente positivo e meraviglioso è riuscire a coltivare la propria consapevolezza ed accrescerla, con umiltà e pazienza.

Non vivo in uno stato di costante felicità, ma sono sereno. E spesso trovo la felicità, che è fatta di momenti, nelle piccole cose; nelle minime soddisfazioni quotidiane, nel contemplare un lavoro ben fatto e sapere che l'ho eseguito al meglio delle mie possibilità, nel sorridere a un bimbo, nell'essere cortese verso gli anziani e vedere nei loro occhi (insieme talvolta a un certo stupore) la riconoscenza.


Gravatar i desideri rendono fragili


Gravatar no, io non posso vedere un'alba semplicemente alzandomi presto.

altrimenti tutte le albe sarebbero uguali come tutti i tramonti tutte le notti stellate tutte le lune nascoste tutti i sorrisi tutti i gelati (e potrei continuare all'infinito).

desiderare qualcosa per me è vitale.
(comprese le eventuali delusioni).

quindi tu mi vorresti dire che sei perennemente felice? e che stato è mai questo?

e, soprattutto, il cieco, quello che sta nel polmone d'acciaio, e l'ergastolano dovrebbero arrivare all'"accettazione del proprio stato (perché) aiuta a coglierne le potenzialità"?
non credo proprio.

non dico di esser schiavi o succubi dei desideri, ma il desiderare, mi sembra umanamente meraviglioso e positivo.
dal desiderio nasce la conoscenza, il confronto, il miglioramento di sé stessi e degli altri.
i desideri, a volte, costano dei sacrifici, dei "prezzi da pagare". e io ammiro incondizionatamente chi è in grado di perseguirli comunque, anche se non li soddisferà mai o soltanto parzialmente.

(sono mie opinioni, naturalmente, legittime e, assolutamente personali, quanto le tue :)


Gravatar diciamo che la vera felicità è sapere di potere essere felici al di là dei propri limiti, o mrglio, nonostante i limiti che la nostra condizione umana sembra porci.
Non sto dicendo che ci si deve accontentare
ma che è legittimo aspirare all'assoluto.
viviana del lago fata buddista


Gravatar A me piacerebbe vedere i codici delle cose. Saper leggere le azioni delle persone, il perché dei desideri, dei bisogni e delle insoddisfazioni, capire la musica e altre meraviglie cui non posso accedere.


Gravatar Se tu sei in grado di vedere un'alba, semplicemente alzandoti presto, desiderare qualcosa che puoi ottenere non rovina affatto la tua armonia.

Ma supponi di essere un ergastolano, o una persona che vive in un polmone d'acciaio, o un cieco: in questo caso desiderare qualcosa che ti è precluso è causa di infelicità.

Abbandonare la voluttà consente di essere in pace con se stessi. L'accettazione del proprio stato aiuta a coglierne le potenzialità.

Se smetto di desiderare quel che non posso ottenere, o che è molto difficile da ottenere e ha un prezzo alto, posso focalizzare il mio intento su obiettivi che sono alla mia portata, e che possono essere un compimento soddisfacente e armonioso della mia vita.


Gravatar oddio, messa così, viva le perturbazioni! :)
(non il gruppo, ovviamente!)

e, comunque, non credo che intacchi il mio armonico rapporto con il mondo desiderare, per esempio, di vedere un'alba.
nessun senso di frustrazione, ma solo di estrema felicità nel poter godere di un'esperienza meravigliosa.


Gravatar L'armonia tra mente e spirito, Elena, e tra noi e l'ambiente circostante, inteso come universo percettivo e consapevolezza.

L'atto stesso di desiderare è perturbante, e porta il dolore e l'insoddisfazione perenne che è alla base di esso.

Diciamo che la vera felicità sarebbe desiderare quel che già si ha (e si è) :)


Gravatar quale armonia gilgamesh?


Gravatar A parte indovinare la prossima combinazione del superenalotto (chiaro!)... aehm, vorrei che si andasse oltre la semplice compulsione a sopravvire, sì, insomma, vorrei che la gente smettesse di farsi plasmare dalla pubblicità, dal consumismo, da assurdi ritmi obligati e da stupide convenzioni...
Vanessa


Gravatar Non sentire niente. Il male, il bene... niente. Mica per tanto, ma un po', giusto un po'. Per ripigliarsi.


Gravatar sapere che i miei figli saranno felici, e che tutto questo non sarà quindi stato inutile


Gravatar fammi fermare il tempo, fammi andare avanti e indietro nel tempo, a piacimento. fammi fermare dove mi è piaciuto stare. fammi restare lì per sempre. per sempre.


Gravatar Desiderare coraggio e forza d'animo per utilizzarli al meglio quando sei frustrato perché altri desideri non si avverano
saluti, mf


Gravatar A me tocca dissentire da Gaetano ed Elena.

Poter smettere di desiderare è la via per la pace e l'armonia. Non essere schiavi dei desideri aiuta ad abbandonare il dolore. Liberarsi del senso di importanza personale: ricordare che salvo una piccola, trascurabile eccezione, l'umanità è fatta di altri.

Capisco che è difficile spiegarlo ad un bambino, comunque :)

P.S.: era un sacco di tempo che non traducevo un classico della poesia e ieri invece mi sono cimentato, e devo dire che sono contento del risultato. Mi farebbe piacere sapere che ne pensi, così poi passo alla prossima, che è di Paul Valery!


Gravatar Oggi questo è un posto in cui i nostri desideri si avvereranno per gli altri, ma come nel "grande giro", tutto torna prima o poi, anche se magari in forma diversa da quanto ci si aspettava.


Gravatar Ma se si dice il desiderio, poi si avvera?


Gravatar mai dire mai :)


Gravatar Elena: ho inteso bene, riprendendo la frase di Aitan, oppure tu desideravi proprio lui in persona?


Gravatar Papalla: quindi rinunci?


Gravatar To be really really happy all day long.
(in Dutch: Blij zijn, de hele dag maar door)


Gravatar sottoscrivo aitan.


Gravatar Non credo ai desideri


Gravatar non smettere mai di desiderare


Gravatar sarò banale, ma la salute, la forza e la gioia di vivere!
quello sarebbe davvero un bel regalone!
:))


Gravatar Il coraggio per andarmene da questo paese di merda e di farlo nascere altrove il mio futuro bambino.
[Ste]


Gravatar Un tappo per il buco nell'ozono.
Ma non dirlo ai bambini che non è simpatico angosciarli a natale!


Gravatar Non si possono comperare né la scoperta né lo stupore.


Gravatar Vorrei tanto che si imparasse a rispettare il mondo in cui si vive come la casa in cui si abita.
A nessuno, in un condominio, verrebbe in mente di staccare i mattoni dalle fondamenta e dai muri portanti per costruirsi un attico superaccessoriato.


Gravatar vorrei tanto ritrovare Salvo in un'altra vita...una qualunque delle altre possibili, non c'è fretta.
E così fare quello che per - miei -sopraggiunti limiti di età non mi sono sentita di fare adesso: un bambino con lui. Ci amiamo molto in tutti i sensi e i modi in cui questa parola può essere usata, ma davvero non credo di avere più la forza necessaria per allevare al meglio di me stessa un bambino. Ma se ci penso, se ci penso anche solo un poco a quanto bello sarebbe potuto essere, mi commuovo, come adesso sta succedendo, come inevitabilmente mi succede ogni volta. perchè insieme a lui nella mia vita è entrata, meglio tardi che mai, l'armonia.

viviana del lago


Gravatar AMORE: quello che non si esprime a parole, ma che nasce dalla gioia di amare tutti, dal desiderio di capire chi è diverso da noi, dalla convinzione che tutti hanno diritto ad essere parte fondamentale di un mondo che non sia più soltanto una triste "TORRE DI BABELE" ma dove la diversità e la cultura di tanti, diventino la ricchezza di tutti.




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