Vado a costruire mura altissime per una difesa ad oltranza!!!


Gravatar Che piacere leggere queste parole!
Spero di riuscire a vederlo presto e di potermi schierare in sua difesa (tienimi da parte un kalashnikov ^__*)


Gravatar Che piacere leggere queste parole!
Spero di poterlo vedere presto e di potermi schierare in sua difesa (tienimi da parte un kalashnikov ^__*)


Gravatar @chimy: sssssssssìììììììììì!
@weltall: certo certo, lo tengo!


Gravatar Anche io anche io sono pronto a difenderlo strenuamente!


Gravatar Mmmh prevedo che qui ci sarà nuova spaccatura nella connection. La tua recinzione però m'ha messo quasi curiosità.


Gravatar Io le armi le ho pronte, perdiana. Però devo ancora vederlo. Le tue parole mi rassicurano (tranne per il riferimento a Io sono leggenda, che mi distrugge--). Shyamalan va amato e difeso: è scioccamente "deriso" (il termine è virgolettato, ma ci sta) da troppi.


Gravatar Non immaginavo un giudizio così positivo!... delle altre pellicole del regista che ho visto avevo trovato apprezzabile solo "Il sesto senso". Terrò come sempre conto. Considererò. Saluti cinefili


Gravatar @jiro: la cosa mi fa piacere!
@noodles: ogni tanto qualche spaccatura fa bene alla salute
@gahan: (il riferimento è solo al finale, che sicuramente il buon shyamalan non avrebbe voluto, poi mi dirai)
@pick: secondo me faresti bene a vederlo... fai tu


Gravatar Oh, finalmente si ragiona! ^^
Appunto in giro sto leggendo solo stroncature. Devo ancora vedere IL DIVO, ma questo verr à subito dopo. Intanto sottolineo che apprezzo (molto) il cinema di Shyamalan.


Gravatar Anche a me Shyamalan piace molto, sono sicura che anche io difenderò questa sua ultima pellicola!


Gravatar Ecco, torno ora dal cinema. Che dire? Sostanzialmente sono d'accordo con te, anzi anche più che sostanzialmente. Però a me il finale è rimasto qui. Un film di Shyamalan senza finale shyamalano, è un come una pagina senza quadretti, un profumo senza bottiglia, una porta chiusa senza la maniglia...ci siamo capiti no? :P
Comunque, sicuramente notevole sotto molti punti di vista. Vedrò di scriverne stasera o domani mattina ^^


Gravatar finalmente è uscito anche nella mia città. ammiro molto shyamalan ed ogni suo film per me è un evento.
leggere queste impressioni positive mi rincuora


Gravatar Il finale non alla Shyamalan secondo me è uno dei punti più interessanti della pellicola (naturalmente parlo del primo finale, li altri fatti dalla distribuzione non m'interessano minimamente).
Nessun colpo di scena, come invece ci aveva abituati: non è certo un caso, ma una scelta precisa (e intelligentissima) per spiegare come non possano esserci colpi di scena, se le conseguenze (ma forse anche le cause) non si possono spiegare: la natura rimane un mistero per noi troppo grosso. Il colpo di scena non avrebbe avuto senso.

Mio pensiero personale naturalmente, che non voglio imporre a nessuno... poichè in questa pellicola (che, a distanza di un giorno, mi sento quasi di definire geniale... quasi quanto altri 3 film del regista) ognuno deve vederci cose diverse. Ma nessuno può sottovalutarla e considerarla "filmetto di fantascienza": sarebbe come avere i paraocchi.


Gravatar scusate la fretta: produzione, naturalmente, non distribuzione.


Gravatar Si, ma io non so niente di questo finale vero o presunto. Quale avrebbe dovuto essere il finale senza interferenze della produzione? Molto probabilmente comunque è come dici tu, il colpo di scena avrebbe "stonato" con il messaggio della pellicola. Però non lo so, io ci sono andata aspettandomelo, e non trovandolo ci sono rimasta un pò male. Detto questo, come ho anche scritto prima, il film rimane comunque notevole.


Gravatar sono d'accordo con chimy sul finale non finale. Che film. Che film. Che film?! l'ho gi à detto che film? ophs..s......mi sto bloccando, aiuto..aiu....


Gravatar sulla questione del finale sono d'accordo con il chimy, e mi interessa il primo dei tre finali, per altro meraviglioso
gli ultimi due, sicuramente imposti, sono poco ispirati, necessari a spiegare alcune cosette evidenti al pubblico medio (SPOILER "ah ma allora non è stato il governo!" FINE SPOILER)


Gravatar Si, ma qualcuno anche in pvt o su msn mi esponga questi tre finali però! :P


Gravatar Non sapevo ancora di questo film. A questo punto sono troppo curioso e ho intenzione di vederlo. In questo caso immagino che non avrò difficoltà a trovarlo in sala.


Gravatar @ale55andra: naturalmente (lo dico per evitare confusione, magari non l'avevi pensato) non mi riferivo assolutamente a te per i paraocchi...anche perchè avevo letto il tuo parere. Parlavo in generale.

I 3 finali ci sono tutti nel film.Cerco di evitare Spoiler...

Finisce il primo (quello di Shyamalan); poi c'è un salto temporale e c'è il secondo (schifo mostruoso... produzione); poi salto spaziale e finale definitivo (necessario per evitare fraintendimenti, vedesi Dome sopra, sempre produzione)


Gravatar A me i finali con colpo di scena di molti suoi film avevano sempre fatto storcere il naso, sono stata quindi piacevolmente sorpresa di questo cambio di tendenza. Detto questo le altre due scene "in più" potevano proprio evitare di metterle.


Gravatar @cinemasema: questa volta direi che problemi distributivi non dovrebbero essercene
@missblum: sì, ma che ci vuoi fare, li hanno messi...
sono comunque trascurabili


Gravatar miss blum perchè ti soffermi sui finali e non su gli incipit, o perchè non ti soffermi su una scena o l'altra? voglio dire perchè frammentare il giudizio? il cinema è cinema non è assemblaggio


Gravatar @WD: siccome trovo interessante la domanda rispondo anche se non è diretta a me ^^
il finale è l'ultimo dei segnali percepibili, l'ultima scena di un sogno
l'ultimo fotogramma è quello che ti porti dietro abbandonando la sala, e in qualche modo diventa una nuova locandina del film
detto questo, il totale nel cinema è sempre superiore alla somma delle parti, dunque sì: il "cinema non è assemblaggio"
bisogna arrivare al totale, credo, passando per i "pezzi" e vedendo dove questi ci portano, piuttosto che sommarli, ma questa è opinione mia


Gravatar Credo che in molti sparino a zero su Shyamalan trascurandolo o peggio ancora sottovalutandolo; considerarlo un importante esponente del cinema americano contemporaneo è mio paere personale.
Detto ciò, 'The Happening' non mi ha completamente soddisfatto in quanto c'è stata forse troppa svogliatezza nel realizzarlo e poca focalizzazione sui temi principali. Fermo restando che è un film godibilissimo ma da cui si ricava la sensazione di essere stato girato solo per mettere in scena le (eccellenti) scene di suicidio di massa.
Inoltre, non mi ha per nulla sorpreso la mancanza del colpo di scena. Innanzitutto perché non vedo come ci sarebbe potuto essere, ma anche perché già con 'Lady in the water' mi sembrava che Shyamalan lo avesse messo da parte per non rischiare di rimanere incastrato in un cliché.


Gravatar devo dire che shyamalan non mi ha mai convinto del tutto.
e così quest'ultimo e venne il giorno.
il suo cinema mi sembra sempre spaccato in due tra il sentimento e l' abilit à narrativa (presenti in modo massiccio e ammirevole in the happening...), e invece una certa vena predicatoria che detesto.
dato che, senza mezze misure, i suoi film spingono spesso i cinephiles alla derisione, io mi annovero comunque tra i suoi difensori, anche perch è il ragazzo il cinema dimostra indubbiamente di amarlo, e fosse anche solo per questo, merita per me ogni forma di sostegno.
cos ì mi pongo in modo ambivalente verso il finale: ho adorato il fuori campo, la distanza affettiva e l'educazione con cui riprende la deschanel che aspetta wahlberg fuori dalla porta (e il seguente - splendido - silenzio delle loro parole) allo stesso modo in cui ho odiato l'ambientazione "parigina" che ne segue, una coda decisamente superflua e profetizzante.


Gravatar WD, io ho solo dato un giudizio specifico e limitato relativamente alla quaestio "colpo di scena o non colpo di scena". Cosa che esula dal giudizio complessivo che ho del film. Tra l'altro, che sia all'inizio, alla fine o in mezzo al film poco cambia. E ho il dubbio che tu fraintenda il mio non apprezzare le svolte insospettate di certi film di Shyamalan dal momento che non è una questione ideologica a prevalere ma una precisa mia caratteristica di personalità.


Gravatar Ah ecco, mi sembravano davvero appiccicate l ì quelle due scene aggiunte...cosa che comunque ha contribuito ad abbassare, anche se lievissimamente, il livello complessivo della pellicola.


Gravatar Giuro che ero uscito di casa con le migliori aspettative. I film di Shyamalan che ho visto mi sono piaciuti (quasi) tutti, ma... no, proprio non ci siamo! Passi per il messaggio/monito ambientalista (condivisibile), ma tutto il resto.... No, no e ancora no! Personaggi abbozzati, situazioni che vanno ben oltre il grottesco, l'ammore (le 2 m sono volute) che salva di fronte alla devastante ribellione della natura.
Niente da fare, ci siamo giocati pure l'indiano, Bush e i neo-con ne saranno lieti.
Ah, ci tengo a precisare che questo è il mio giudizio "a caldo" (siamo usciti dalla sala mezz'ora fa), quello che scriverò domani sarà (probabilmente) pure più "cattivo".


Gravatar PREMESSA PER HONEYBOY: Ho gi à postato il seguente commento circa 15 minuti fa ma, considerato che non è comparso dopo svariati refresh della pagina, provo a rimandarlo. Nel caso il sistema d'immissione dei commenti "mettesse la testa a posto" e ne visualizzasse due... cancella pure questo, tanto è identico al precedente!

Giuro che ero uscito di casa con le migliori aspettative. I film di Shyamalan che ho visto mi sono piaciuti (quasi) tutti, ma... no, proprio non ci siamo! Passi per il messaggio/monito ambientalista (condivisibile), ma tutto il resto.... No, no e ancora no! Personaggi abbozzati, situazioni che vanno ben oltre il grottesco, l'ammore (le 2 m sono volute) che salva di fronte alla devastante ribellione della natura.
Niente da fare, ci siamo giocati pure l'indiano, Bush e i neo-con ne saranno lieti.
Ah, ci tengo a precisare che questo è il mio giudizio "a caldo" (siamo usciti dalla sala mezz'ora fa), quello che scriverò domani sarà (probabilmente) pure più "cattivo".


Gravatar @mr. hamlin: lo dissi già: dei personaggi abbozzati non mi interesso, a me interessa il cinema.
"l'ammore (le 2 m sono volute) che salva di fronte alla devastante ribellione della natura." questa riflessione di S. è magnifica, il fatto che la si disprezzi mi fa capire che razza di brutto mondo ci siamo creati: non crediamo più nelle forza delle cose semplici.
"Niente da fare, ci siamo giocati pure l'indiano, Bush e i neo-con ne saranno lieti." a me interessa il cinema, non la politica (mi interessa la politica del cinema, ovvero il suo linguaggio)


Gravatar 1) Il cinema è ANCHE personaggi coerenti e ben sviluppati (imho).

2) Non si tratta di non credere nelle cose semplici, quanto piuttosto di pretendere (da soggetti talentuosi come shyamalan) una riflessione un po' più articolata e meno basata su un'ovvietà.

3) Tutto è politica. E poi, visto The village, mi sembra piuttosto palese che la politica (nel senso più ampio del termine) e le sue conseguenze interessino molto anche allo stesso Shyamalan.

Riguardo a te e me invece, evidentemente ci interessano la stessa cosa (il cinema) ma sviluppata secondo diversi canali.


Gravatar 1) questione lunga
diciamo che quando leggo che un film viene stroncato perché i personaggi sono delineati male (che poi cosa vorrebbe dire?) mi infastidisco un po'
(d'altro canto i nostri critici credono ancora che esistano i generi...)
2) non esistono banalità, ovvietà, dietro le immagini di questo film. solo riflessioni dolorose sull'uomo, grida disperate. la critica si tappa le orecchie davanti a questo. "banale". "ovvio". no! "umano"
3) riguardo questo: "tutto è politica", c'è ancora chi crede (e io sono fra questi) che non sia assolutamente vero.
nello specifico: il cinema può reagire alla politica, non esserla


Gravatar Questo davvero nonvedo l'ora!
Non leggo per non influenzarmi...


Gravatar In sintesi, ottimo soggetto mal sviluppato.

1) Personaggi mal delineati nel senso di abbozzati, poco sviluppati, poco o nulla credibili e "costretti" a pronunciare battute di imbarazzante banalit à (quando di non vera e propria ironia involontaria). Riguardo i generi, anche se Sorrentino mi ha fatto sorgere qualche dubbio, anch'io sono convinto che bene o male ancora resistano.

2) Mi riferivo alla rinascita dell'amore tra Wahlberg e la moglie che, guarda tu il caso, si verifica proprio nell'istante in cui il fenomeno cessa. D'accordo per il "potere dell'amore", ma se si esagera si cade nel ridicolo. E a me pi ù che riflessioni dolorose sono parse, come del resto ho scritto in vari commenti e in recensione, manichee.

3) Su questo la pensiamo in modo opposto, semplicemente.


Gravatar Gran film.


Gravatar >>>Mi riferivo alla rinascita dell'amore tra Wahlberg e la moglie che, guarda tu il caso, si verifica proprio nell'istante in cui il fenomeno cessa.

Giàààà, chissà perché--

Cmq, per fortuna io non ho visto il finale disastroso alla Io sono leggenda, tutt'altro-- Lì c'è la speranza totale, qua tornano quelle nuvole: c'è un bell'abisso. E poi anche chi, come sono anch'io, è attento agli aspetti ideologici del cinema, non so da cosa ricavi che questo film, o Shyamalan, sia teocon. Dico, ma l'avete visto, e soprattutto l'avete capito The Village?


Gravatar Mi rassicurano queste parole, perchè so ho armi in pià per applicare il concetto di "difetti perdonabili" anche alle commedie sentimentali e ai film "femminili" che di solito vengono distrutti dai cineblogger.
Solo che io non le difenderò con i fucili spianati ma con un bacio. ^^

Mi piace appuntare cosa scrive il grande Mamet nel suo ultimo libro uscito da noi, il magnifico "Bambi contro Godzilla":

Consigli utili per il cineasta e lo spettatore: i complimenti "Che immagini", "Che maestria", "Che uso della macchina da presa", "Che tecnica", significano tutti: "il copione fa schifo".

I finali sono figli della produzione e della necessità che un film mainstream in cui si sono scialacquati milioni di dollari, riporti a casa il bottino. E mi sembra corretto.


Gravatar ancora con sti generi!
comunque mi pare che i cineblogger si accaniscano maggiormente contro James Gray (un futuro cinematografico senza gray non è nemmeno pensabile!) che non contro i film, come dici tu (a me le categorie proprio non vanno giù) "sentimentali" (Away from her mi pare abbia ottenuto approvazione, o no?
tu stesso hai stroncato wong kar wai, senza perdonare i difetti, dunque. non bisogna MAI ragionare per generi. non esistono)
"Consigli utili per il cineasta e lo spettatore: i complimenti "Che immagini", "Che maestria", "Che uso della macchina da presa", "Che tecnica", significano tutti: "il copione fa schifo"."
a me del copione, detto proprio chiaro e tondo, non me ne può fregar di meno. e nemmeno della caratterizzazione dei personaggi (che sono solo uomini sul set in un rapporto input/output con l'immaginario). a me interessa l'inquadratura, ciò che questa esprime e ciò che sceglie di non esprimere, lasciandolo fuori campo .. etc etc
non mi interessa la tecnica in sè, ma "per" qualcosa
i difetti sono perdonabili (e sono solo difetti concernenti alcune costruzioni visive) di fronte alla grandissima riflessione (ed umanità) del film
"I finali sono figli della produzione e della necessità che un film mainstream in cui si sono scialacquati milioni di dollari, riporti a casa il bottino. E mi sembra corretto"
purtroppo non ci sono solo necessità "artistiche", se S. non scende a patti non gli fanno più girare film, dunque...


Gravatar Non ho usato la parola generi, ho usato le espressioni "commedie sentimentali" e film "femminili" solo per cercare di spiegarmi a proposito di film che non riscuotono un grande successo.

Basta dare uno sguardo alla cineblogger connection. Ma forse mi sbaglio. Away from her mi è sembrata una felice eccezione.
E non apro la pagina del cinema francese per carità di patria. ^^
Poi ognuno difende i film che più sente vicini.

Che del copione oggi non freghi nulla a nessuno è cosa oggi evidente e lo ricorda anche Mamet all'inizio del suo libro.
E infatti si vede cosa è l'industria cinematografica mainstream oggi.

Mi fa strano però che tu spesso hai parlato bene di film del passato e di registi del passato che se ti sentissero dire che del copione non ti frega nulla rabbrividirebbero.

Nel caso del film di Wong, mi sembrò stile al servizio della storia e non storia al servizio dello stile.
Un po' come se uno, scrivendo un libro, si preoccupasse più del tipo e dello stile dei caratteri, della copertina, della foto in quarta, che non di pensare a cosa mettere dentro il libro.
Cinema come prodotto. In questo senso il copione è veramente l'ultima cosa.

Sulle necessità imposte dalla produzione, beh, si può sempre cercare di dire quello che si ha da dire senza 200 milioni di dollari.
Altri registi lo hanno fatto e lo fanno.
Se tu ti imbarchi in un film costoso sai bene che dovrai concedere qualcosa a chi ti ha dato i soldi e si aspetta un ritorno.

L'apoditticità delle frasi, come l'apoditticità di certi film, figlia della lotta al relativismo odierna mi crea qualche problema.

è sempre un piacere litigare con te. un abbraccio.


Gravatar @ gahan: per quanto probabilmente possa sembrarti incredibile (stando almeno ai giudizi trancianti che spesso ti caratterizzano), ho visto, capito e apprezzato The village.
Inoltre non ho detto che è (anche solo diventato) teo-con, ma che questo suo film li renderà felici.
E' ben diverso.

@ Honey: Se mi è consentito "intromettermi" nel confronto con Souffle, vorrei avanzare una piccola notazione solo un pochino provocatoria.
Se davvero "a me del copione, detto proprio chiaro e tondo, non me ne pu ò fregar di meno. e nemmeno della caratterizzazione dei personaggi (che sono solo uomini sul set in un rapporto input/output con l'immaginario). a me interessa l'inquadratura, ciò che questa esprime e ciò che sceglie di non esprimere, lasciandolo fuori campo .. etc etc" non andare al cinema, sprechi soldi e tempo. Investili (gli uni e l'altro) in mostre fotografiche, sono certo che troverai fantastici scorci senza doverti sorbire il "fastidio" di un copione o dei personaggi.


Gravatar solo una aggiunta che ho scordato.

quando dici che ti interessa la tecnica "per", mi trovi pienamente d'accordo.
Infatti quando la tecnica (o lo sfoggio di tecnica, maggiormente detestabile) diviene un fine e non un mezzo (quello che tu dici: "per") allora siamo in presenza di un esercizio di stile, di una stilosità francamente poco interessante.
La tecnica è, appunto, "per".
E quel "per" guarda caso, è quello che c'è scritto nel copione.
O vogliamo pensare che un film da 200 milioni di dollari sia stato girato senza un copione, senza i dialoghi da imparare a memoria, senza un piano di produzione?
Kubrick, di cui nessuno dubita l'attenzione per epsrimersi "visivamente" non permetteva di cambiare le parole nello script, segno che forse, a quelle parole che aveva scritto e limato per bene, ci teneva.
E non è il copione quello?


Gravatar sulla "politica" nel cinema: è vero che non deve interessare la politica nel cinema, o del cinema ed è vero che il cinema "reagisce alla politica".
In questo caso si potrebbe dire (come anche nel caso di Io sono leggenda e del film di Spielberg) che il cinema mainstream "reagisce" di fronte alla politica neoconsevatrice (o teo-con), e alla lotta contro il relativismo, assumendola appieno.


Gravatar perdonate un ultimo (giuro) intervento.
Tutto è politica? In senso ampio, sì.
Lo è persino la frase "dettato al telefono da Fidel Castro a.." che il nostro ospite usa per i post.
E' politica la scelta dei film che si decide di sostenere o di rigettare, di quelli di cui si parla o non si parla.
E' politica dire: difendo il film con i fucili (anzichè con i fiori o i ragonamenti). La scelta delle metafore da usare e del linguaggio visivo adoperato è politica.
E' politica la scelta di cosa mangiare o cosa bere (e, viceversa: cosa non mangiare e cosa non bere).
La critica è politica, perchè "scelta" dettata non solo dal gusto (quindi difesa del proprio gusto), ma anche da precisi intendimenti che vanno al di là di antipatie per chi invece non si sostiene.
Che si possa fare a meno della "politica" è naturale.
Ma che le nostre scelte (e le nostre non scelte) non siano politiche mi permetto di dubitare.
Si parla di amore che salva di fronte alla natura.
Una riflessione bellissima che però va precisata: "amore coniugale".
E non è "politica" questo?


Gravatar non ho tempo per rispondervi
@Mr. Hamlin: vorresti essere offensivo ma sbagli: confondi l'immagine con il movimento!
immagine-movimento, altro che mostra fotografica!
a me non danno fastidio, non so da dove (mi conosci forse?) tu deduca una roba simile, semplicemente, non me ne interesso in fase di analisi
questo perché voglio scrivere di cinema, non di narratologia
e purtroppo gran parte della nostra critica recensisce libri anziché film (audiovisione!) semplicemente riscrivendo la trama del film, o la trama che avrebbero voluto anziché quella che già c'è
per me la storia non è importante, la storia è un pretesto
certo è importante che ci sia, e c'è sempre, ma è un semplice referente privo, in sè, di significato, lo assume solo grazie alla ripresa! riprendere una stessa scena in due modi diversi significa darle due "sensi" diversi.
@souffle: non è lo stesso "per" che intendevo io...
alcune cose che dici sono anche condivisibili, altre decisamente no
se ne riparlerà, forse
detto questo chiudo, per me, la conversazione
(e il blog, per un bel po' di tempo, perché non ho più tempo)


Gravatar Vorrei essere offensivo? E' perch é mai dovrei ambire ad esserlo? Mi piace il confronto, non lo scontro. Volevo, al più, essere un pochino provocatorio. Provocazione in risposta a provocazione (disinteresse per copione, recitazione ecc...)

Per il resto in effetti hai parlato di inquadratura, "Immagine" è una mia forzatura. Utilizzata per rafforzare l'invito/provocazione a dedicare attenzioni alle foto (non essendo tu interessato a 3/4 di ciò che compone quell'insieme di elementi comunemente noti come "film").

No, non ti conosco, semplicemente leggo quel che scrivi e presumo che corrisponda a ciò che pensi.

Sul resto, ovviamente, non sono d'accordo.
Pur con tutta la doverosa attenzione per le riprese, ritengo non si possa giudicare una pellicola soltanto in base a quell'elemento, considerando tutti gli altri aspetti come propedeutici all'unico elemento degno di valutazione.
Dal mio punto di vista un'opera si giudica nell'insieme.


Gravatar @mr: davvero l'ultima cosa
fraintendi il mio come un discorso sulla forma. dio me ne liberi, la forma (così come il contenuto) non esiste!
sto dicendo che analizzando ciò che vedi (e senti) analizzi il cinema
ovvero, parlo di linguaggio
e il linguaggio è tutto: espressione politica (non nel senso che intendi tu)e umana
e di ciò che l'inquadratura esprime (primo piano -> sineddoche), non solo in senso estetico
la visione sta al cinema come la lettura alla letteratura
analizzare il sengo che la visione lascia è (come una scia di morte! perché ogni film, a suo modo, ci mostra il cinema) l'unica cosa che conti davvero
altrimenti ci troviamo poi a dire che Favreau, l'uomo delle panoramiche orizzontali, è un gran regista.
e attenzione a dividere il cinema in "componenti"! il cinema è cinema, non qualcosa di scindibile in pezzi come un meccano
il risultato è sempre superiore alla somma degli addendi (2+2=5)
soprattutto per quanto riguarda la sovrapposizione sonoro/immagine
mi fermo, anche se il discorso è molto più lungo
perciò terminerei qui la discussione


Gravatar Un intervento piccolo piccolo, spero utile per evitare incomprensioni e fraintendimenti.

@Mr.Hamlin: E' evidente che non tutti partiamo dagli stessi assunti teorici per giudicare un film. E per fortuna, aggiungo. Semplicemente quello che vuole dire Honeyboy è che lui attribuisce una grande, predominante importanza al significato estetico e teorico insito "dentro" l'immagine stessa in movimento (cinema). Di conseguenza nei suoi post segue un approccio al film del tutto diverso rispetto a quello della quasi totalità dei cineblogger. Preferisce cioè analizzare il "segno audio-visivo" e la sua capacità di irrompere sullo spettatore, piuttosto che andare a soffermarsi pedissequamente sull'analisi della narrazione e della drammaturgia del film. In un'ottica del genere (che è una scelta "volutamente parziale", e secondo me apprezzabilissima e coraggiosissima) è ovvio che il substrato politico/contenutistico/drammaturgico del film (ovvero lo script) passi in second'ordine, perchè quello che diventa interessante è il COME piuttosto che il COSA, a favore cioè di una netta predominanza del "senso" (ovvero di vista e udito) e di una sua attiva rielaborazione empatica operata dallo spettatore. E' questa una posizione che per quanto mi riguarda sento anch'io di condividere, in pieno. Il cinema come arte "libera" e totale, più vicina ad una fusione sinestesica tra musica e pittura che ad una ibrida evoluzione del romanzo o di altre forme letterarie. Chiudo qui. Mi sembra che molto spesso ci si accanisca in polemiche sterili senza provare nemmeno per mezzo secondo a comprendere le ragioni di chi abbiamo difronte...

Saluti


Gravatar mi sa che può essere film da dibattito intenso... lui mi piace (bellissimo the village!), spero di vederlo a breve...


Gravatar @  Honey: Mai pensato di dividere il cinema in componenti. Mi era parso (evidentemente erroneamente) che lo facessi tu.
Se affermi “a me del copione, detto proprio chiaro e tondo, non me ne può fregar di meno. e nemmeno della caratterizzazione dei personaggi" sei proprio tu il primo a scindere il cinema come pezzi di un meccano. Ti piaccia o no, fanno parte di un insieme. La tua valutazione, per quanto lecita, è ai miei occhi parziale.
Ovviamente, come del resto è giusto che sia, ciò non ti cambierà la vita. Ma ci tenevo a precisare il mio pensiero.

@ Pick: Ampliando il discorso a tutti i critici (cineblogger e non), per evitare che Honey possa considerarlo un attacco personale, io ritengo che un'analisi compiuta secondo quei criteri richieda, prima di tutto, una considerevole dose d'arroganza. Chi siamo io, tu, lui, un'altra persona per venire a spiegare ci ò che il regista voleva dire? Questo discorso è riferito solo a questa recensione, ma all' "atteggiamento" che sta alla base di chi analizza in questo modo. Ovviamente la mia è solo un'opinione, in quanto tale contestabilissima.

Riguardo lo script che passa "in secondo piano" è altrettanto lecito, però mi sembra che lui sia andato oltre affermando "a me del copione, detto proprio chiaro e tondo, non me ne può fregar di meno." Quella frase denota disinteresse totale, non scarso interesse.

Infine, riguardo la frase "Mi sembra che molto spesso ci si accanisca in polemiche sterili senza provare nemmeno per mezzo secondo a comprendere le ragioni di chi abbiamo difronte..." per quieto vivere mi trattengo dal replicare come vorrei. Dico solo che, in questa come in altre discussioni, non credo proprio di essere stato io quello dallo spiccato atteggiamento oltranzista. (Ah, Pick, non mi riferivo neppure a te)


Gravatar sei tu che dividi il cinema in componenti, e nutri anche interesse nei confronti di queste parti
(sceneggiatura+regia+recitazione+bla bla bla) facendo una somma algebrica
se io dico che me ne sbatto delle componenti un motivo c'è!!!!
non ci sono parti di un insieme, c'è un insieme e basta! suddividere è inutile, anzi, cancerogeno
a me interessa il cinema, ovvero il risultato: quello che vedo (e COME lo vedo!)
non analizzare ciò che un film comunica è non analizzarlo affatto
molto più arrogante è dire che un film è "bello" o "brutto" senza aver usato alcuno strumento analitico! (e ve ne sono parecchi, di strumenti!)
quella è antidemocrazia!
io delle opinioni non so proprio cosa farmene: ESIGO motivazioni (e "personaggi caratterizzati male" NON è una motivazione, ma un dribbling. se poi io chiedo "perché"? sono pronto a scommettere che in pochi darebbero una risposta davvero convincente. molto più interessante vedere come questi personaggi entrano e escono dal campo, cosa rubano all'immaginario e cosa restituiscono...), siano queste da me condivisibili o no
detto ciò questa discussione è, per me, ormai priva di interesse
dunque, non volermene, trocherò questa discussione usando anche metodi stalinisti (tanto per tornare in politica)
tornando al film, sergio sozzo ne ha scritto un pezzo davvero meraviglioso: http://www.sentieriselvaggi.it/a...1=212& art=27624


Gravatar Il blog è tuo, quindi sei libero di troncare quel che ti pare e ti piace. Comunque è una forzatura sostenere che io faccia una somma algebrica. Semplicemente, per quanto mi riguarda, il "giudizio" è dato dall'amalgama (e non dalla somma, come invece mi attribuisci) dei vari elementi. Una pellicola è mica un monolite!
Passami la metafora di un profumo: un insieme di elementi che, uniti, danno origine a qualcosa di piacevole (o spiacevole, a seconda dei casi).
Almeno io la penso cos ì, mi è ancora consentito pensare o devo uniformarmi?

Riguardo il "come" lo vedi, ti esprimi comunque in chiave soggettiva. Ecco perch é prima dicevo che, secondo me, un'analisi di quel tipo comporta una considerevole arroganza di fondo.
Chi sei tu (o io o chiunque altro) per spiegare cosa ha voluto o non voluto dire un autore?

Infine, riguardo i personaggi mal caratterizzati, era solo una definizione per non trasformare un commento in una contro-recensione. Comunque, se proprio ci tieni, intendevo dire che i personaggi di Wahlberg & Co. sono poco più che marionette in mano all'autore.
Personalit à "tagliate con l'accetta", prive di sfumature, poco credibili. Inoltre la recitazione degli interpreti non viene certo in aiuto: Walkberg è, come quasi sempre monoespressivo, e la giovane attrice che interpreta sua moglie, oltre a sgranare gli occhioni come neppure Bambi, non fa molto altro. L'unico che avrebbe potenzialmente avuto qualcosa da dire (Leguizamo) muore troppo presto e il danno è completato.

Tutto questo solo per chiarire, spero una volta per tutte, il mio pensiero. Poi sei liberissimo di censurarlo (i metodi stalinisti cui facevi cenno) o non replicare.


Gravatar [la differenza è questa: l'insieme di elementi contro l'Elemento cinema]
attenzione: tu hai lo stesso diritto di interpretare l'opera rispetto al suo autore, e sottolinerei, per fortuna!
e un attenzione ancora più grande: a me interessa ciò che il film vuole """dire""", non l'autore (senza però distaccarmi dalle intenzioni dell'autore, come invece fanno, e avranno le loro ragioni, che però non condivido, gli interpretazionisti)
detto questo: per forza l'analisi è soggettiva!
la finta analisi finto-oggettiva non è analisi! io sono un forte sostenitore del soggettivismo, ma questo non deve sfociare nella semplice opinione: questo è bello, questo no, questo è delineato bene, questo no. a me interessano i perché.
i personaggi sono sempre poco credibili, secondo me si fa una gran confusione tra persone e personaggi (e tra realtà e rappresentazione della stessa)
il cinema è l'apoteosi dell'incredibile!
a me diverte di più studiare la posizione dei personaggi nel campo, ma ognuno fa le sue scelte, per carità
fermarsi alla delineazione mi pare una cosa pigra, quando il film, invece, è altrove
la questione "tagliati con l'accetta" mi annoia a morte. dei personaggi tagliati con l'accetta non mi va di parlare (perché lo ritengo profondamente inutile) nè ora nè mai
detto ciò puoi perdere il tuo tempo con persone che ne capiscono di cinema perché, come è noto, io non ne capisco un tubo


Gravatar Direi che il tuo ultimo intervento (compreso il passaggio in cui "fai l'offeso") si commenta da se.

Ad essere sincero pi ù di una volta ho avuto l'impressione che tu tenda a crogiolarti in una presunta superiorità intellettuale di cui, poveri noi mortali, pochi "eletti" possono godere. Tutti gli altri (i non eletti) li "sopporti" con la rassegnazione di chi deve piegarsi a dialogare con degli inferiori. Ripeto, magari non è così, ma l'impressione che ho avuto è quella.

Detto questo, continuer ò comunque a leggere quel che scriverai (anche se spesso non lo condivido) perché amo il confronto e cerco, per quanto mi è possibile, di aprirmi a più opinioni possibili.

Infine, riguardo il passaggio "a me interessano i perch é i personaggi sono sempre poco credibili“, direi che ti ha già risposto Souffle citando Mamet. Non che quell'assunto valga in ogni caso, ma spesso decisamente si.


Gravatar Intervengo brevemente nell'annosa questione, come se non avessimo mai parlato di queste cose--

Io concordo con Hon: un film non è scomponibile, e quando lo si analizza lo si analizza tutto insieme. Ed è esattamente per questo che la parte strettamente "narrativa" (almeno parlando per linee generali, facciamo sempre attenzione) non può essere ignorata. Per fare un esempio stupido e chiarissimo, il modo in cui una sceneggiatura mette in fila le scene influirà sulle scelte di montaggio a livello macro, e quindi sulla creazione di senso del film; i dialoghi contribuiscono alla lettura del film, in quanto spesso giustificano e permettono di leggere le immagini stesse. Per fare un esempio su Rohmer, che ultimamente mi sta intrippando e di brutto (dioboia lo amo): io di un film di Rohmer non posso parlare se ignoro cosa cavolo si dicono i personaggi, quindi la sceneggiatura. Senza la sceneggiatura il discorso che Rohmer porta avanti per immagini non posso capirlo, né posso capire quelle parole ed il senso complessivo del loro accostamento nelle scene e nelle ellissi create dalla sceneggiatura se non le vedo inserite in quel preciso testo filmico. Cosa diversa, a mio avviso, è prendere a pezzi non solo le componenti del film, ma addirittura le componenti *delle componenti*, assegnando loro valore autonomo con valore nullo o quasi in quanto decontestualizzato: questo vale sia per i personaggi che per i movimenti di macchina, ovviamente.

Detto questo, la sceneggiatura di The Happening è intrinsecamente ottima, a meno di non giudicarla secondo metri che non le appartengono come "i buchi di logica" o i dialoghi "a prova di bomba".


Gravatar siamo d'accordo
soprattutto su questo:
"Detto questo, la sceneggiatura di The Happening è intrinsecamente ottima, a meno di non giudicarla secondo metri che non le appartengono come "i buchi di logica" o i dialoghi "a prova di bomba"."
ed anche col fatto che la parte "narrativa" del film non vada presa in considerazione come parte a sé stante (io credo che non esistano storie più o meno belle, non prima che "avvengano", ovvero prima della ripresa e della trasformazione in linguaggio. dopo sono già altro, non più storie, ma certo è importante che lo siano state, non posso non tener conto di ciò)
quando dico che non mi interessa una parte vengo incontro proprio a quel concetto, non la posso valutare fuori dal filmico, è già dentro al filmico e quando parlo di ciò che vedo (e sento, ovviamente) la sto prendendo in considerazione, pur avendola superata, in favore del Tutto (come cosa e perchè vedo/sento)
[e io devo ancora recuperare qualcosa di Rohmer, porco giuda!]


Gravatar @Mr.Hamlin: Non scherziamo nemmeno. Non c'è nessunissimo tipo di arroganza nel rivendicare il diritto ad una libera interpretazione, ti invito caldamente a riconsiderare quello che hai detto. E nessuno si crogiuola in niente o pretende di imporre qualcosa a qualcuno. Ogni posizione ha diritto di cittadinanza: a maggior ragione quelle che hanno il coraggio di percorrere sentieri poco battuti e difficili. Una volta riconosciuto che si parte da presupposti diversi bisognerebbe fare uno sforzo in più per provare a capirsi, tutto qui credo. E credo anche che questa discussione non abbia più nulla da dire. Meglio chiudere qui.

Saluti, buona nanna


Gravatar @ Pick: O non sono riuscito a spiegarmi io o non hai capito tu. L'arroganza cui accennavo è, almeno ai miei occhi, quella di chi si arroga il diritto/dovere di spiegare "cosa vuol dire l'autore". Interpretare il pensiero altrui è sempre difficile e, nella maggior parte dei casi, espone al rischio di travisarlo.
Nessuno contesta o censura il vostro pensiero, ma a mia volta sar ò almeno libero di pensare che un'analisi di quel tipo denoti un'arroganza di base?

Riguardo lo sforzo volto a capirsi mi pare d'averlo fatto fin dal principio. Francamente pensi di poter dire lo stesso?


Gravatar @Mr. Hamlin: Ognuno credo a suo modo provi a "spiegare cosa vuol dire l'autore", non ti pare? a me pare proprio di sì, altrimenti tutto il nostro scrivere non sarebbe altro che un vuoto susseguirsi di lettere senza senso... e qualcuno, con coraggio, magari si spinge un po' oltre rispetto allo standard. Si tratta di letture personali, bellissime, preziose e valide proprio perchè così personali. Letture che non pretendono certo di essere assiomi o teoremi universali. Poi, certo: sei liberissimo di pensare quello che vuoi, ci mancherebbe.
Ciao


Gravatar "Cosa vuol dire l'autore", nella maggioranza dei casi, è piuttosto evidente guardando il film. Quello che trovo un po' forzato (vale in parte per questa recensione, molto più per altre, e non solo di Honey) è cercare di scavare in eventuali significati reconditi. Che il più delle volte, più che l'intento dell'autore, rivelano l'interpretazione di chi scrive. Non dico attenersi strettamente a quel che si vede sullo schermo (per resta a Shyamalan, il parallelo villaggio/Usa sott'attacco di The village) è piuttosto palese, me trovo lesivo anche discostarsene troppo. Ovviamente è solo una mia opinione, in quanto tale assolutamente contestabile.

Comunque rammento vagamente un autore (purtroppo ora mi sfugge il nome) che, in un intervista relativa un suo film, spieg ò ironicamente come, leggendo alcune critiche, scoprì di avervi inserito "letture" che lui stesso ignorava di averci messo...


Gravatar @ Honeyboy e tutti i partecipanti al dibattito in corso. Ritorno qui e vedo un interessante e proficuo dibattito che mi stimola molto. Premetto che molte parti non le ho capite bene perché Splinder ha messo lettere e accenti strani che ho “tradotto” in base al senso delle frasi leggibili. Cercherò di essere breve, perché nei commenti non è possibile sviluppare discorsi troppo lunghi. L’annosa questione tra “forma” e “contenuto” è per me una dicotomia che non prendo più in considerazione perché mi sembra di parlare di vino; ma anche il vino, il contenuto, non sarebbe niente senza una forma – bottiglia, etichetta – che ci riporta la denominazione, l’annata e i profumi che l’uva ha racchiuso in sé grazie all’azione del sole. In pratica il vino da solo non parla del sole che è in lui. Preferisco parlare di storia e discorso (ma anche qui siamo in un campo minato): la storia senza discorso sarebbe cronaca? e il discorso senza storia sarebbe cosa? Be’ … forse non molto ma il Cinema può aspirare anche a questo. Ricordo sempre un’intervista ad Arnoldo Foà, grande artista ed eccezionale lettore di poesia: all’intervistatore diceva che una volta lesse una poesia di Ungaretti a Ungaretti chiedendogli poi quale fosse il significato della poesia. Ungaretti spiegò il suo “messaggio” e Foà rispose che aveva capito altre cose. Ungaretti lo guardò e gli disse: “Be’ … significa anche quello che hai detto tu” (la frase fra virgolette è citata a memoria). Non voglio fare un excursus sulla storia della critica cinematografica, ma due cose le voglio dire: 1) Nel cinema ci sono due tempi: tempo del significato e tempo del significante (Mukarovsky, Metz). Ci sono anche dei modi temporali: il presente dell’immagine equivale al presente storico, un tempo compiuto, chiuso, incommensurabile, che non segnala una presenza di una narrazione. L’imperfetto e il passato possono invece assumere una forma spaziale (presente = primo piano, passato = sfondo) (Bettetini), pertanto la prospettiva nel cinema è una prospettiva temporale, una relazione tra racconto e commento, storia e discorso, un “rapporto che varia in ogni configurazione testuale, in ogni opera o anche in ogni sequenza” (Bernardi). Per Cremonini il cinema descrive narrando. “Contrariamente a quanto accade nella lingua, la descrizione nel cinema è pertinenza dello spazio e non del tempo” (Cremonini). 2) E si arriva ad Aumont che è uno dei miei punti di riferimento. Non che ignori gli altri ma una simpatia credo sia permessa. Ad Aumont interessa valutare il posto che occupa il cinema (insieme alla pittura) nella più ampia storia della visione. Per Aumont il cinema è un’arte antica che va oltre la rappresentazione spingendosi verso l’irrappresentabile. “Ultimo spazio immaginabile” lo spazio è “Una scenografia lacunare”, una rappresentazione che non rappresenta, un gioco di luce e colori, continuamente teso fra simbolizzazione e rivelazione. Per Bazin lo spazio cinematografico è centrifugo. Come dice Bonitzer proprio pe


Gravatar @Honeyboy e altri. Ehm... il mio commento non è entrato tutto. Lascio il seguito:

Come dice Bonitzer proprio per questa caratteristica è impossibile confondere una foto di scena di un dato film da un fotogramma dello stesso film: nella foto la forma fissa della rappresentazione è centripeta, nel fotogramma tutto rinvia al fuori-campo, perché il visibile è strutturato in funzione dell’invisibile. A questo punto prende consistenza la sutura che chiude lo spazio filmico intorno allo spettatore, lasciandolo contemporaneamente dentro e fuori. Questa suturazione dello spazio filmico è un LAVORO MENTALE compiuto dallo spettatore su indicazioni e forme precise del testo (Oudart). Riassumendo: 1) IL FILM NON E’ SOLO NARRAZIONE; 2) LA SUTURA E’ UN LAVORO MENTALE. Questi concetti non sono farina del mio sacco ma sono stati ripresi da un testo di retorica del cinema. Perché questa premessa? Perché, pur apprezzando gli interventi di tutti (ricordiamoci che discutere e avere opinioni diverse fa bene al cinema, quindi tutta la mia stima e la mia simpatia per tutti i cinefili, perché ognuno a modo suo ama il cinema) devo spezzare una lancia a favore di Honeyboy: il tutto (leggi: film) è molto di più delle sue parti (Dostoevskij, “Il romanzo del sottosuolo”) e la “storia” è un prodotto complesso risultato di una “collaborazione” tra intenzioni e speranze di chi ha creato il film (sceneggiatore, regista, equipe) con lo sguardo “attivo” dello spettatore che deve suturare mentalmente le parti mancanti (l’insieme senza la mente che sutura le ellissi e il fuori campo non sarebbe che tanti metri di celluloide). Per questo personalmente prediligo le analisi estetiche (e non quelle semiotiche e ancor meno quelle semantiche). Prediligere non significa escludere, ma provare una simpatia. Mi interessa l’effetto che il film fa su di me che sono parte del film, che sono dentro ma anche fuori e completo il film nella mia mente. Il mio film (e rivendico il furto dell’opera d’arte all’autore) non è identico al film di Honeyboy, di Chimy, di Hamlin, di Pickpocket e di tutti gli altri: ecco perché vengo sui blog e leggo le vostre meravigliose recensioni.


Gravatar Porto i Kalashnikov e i viveri.


Gravatar Con poco tempo a disposizione, entro nel discorso soltanto per quotare l'intervento di Luciano.

In particolare, l'importanza di Aumont come punto di riferimento assolutamente fondamentale (uno dei massimi in assoluto) per qualsiasi tipo di analisi cinematografica degna di tale nome...

Mi scuso per l'intervento abbastanza inutile, ma il tempo in questi giorni è poco, e il dibattito è talmente profondo e interessante, che meriterebbe un commento ben più ampio che ora mi è impossibile fare...


Gravatar A me ha deluso tantissimo ... Peccato! Ciao, Ale


Gravatar cercherò di vedere questo film..

cosa dire, io amo Shyamalan NON per quello che racconta MA per come lo racconta .. con le sue inquadrature, con i suoi colori, con le sue luci, con le sue atmosfere..
io non mi pongo nei confronti dei suoi film come mi porrei se sapessi di vedere un thriller o un altro film di genere, e pertanto non rischio di restare deluso..
poiche' il rischio e' proprio quello, di avere ogni volta la sensazione di assistere ad una buona idea che per ò e' andata a male, e' incompleta, zoppica, capace di lasciarti sempre l'amaro in bocca.. il rischio e' sempre quello di ricavare la sensazione di avere assistito ad una stupidata colossale ben montata..
insomma, se non si e' dello spirito giusto, e' meglio evitare..


Gravatar no ma rilassati...tranquillo...è solo 18 giorni che non posti...mi raccomando prenditela con calma...


Gravatar lasciamo un commentino, tanto per dire qualcosa... devi averne un bel po' di kalashnikov per difendere questa roba... delusione profondissima...


Gravatar mi sembra importante precisare cosa intendiamo quando parliamo di politica. non dei partiti ma piuttosto dei referenti (la weltanschauung). la politica è azione finalizzata (appunto), è verbo. qualunque azione è politica, come anche il guardare (che è già interpretare). massimamente politica è ogni forma di creazione. per questo (ovviamente) concordo con l'affermazione che tutto è politica.
pw


Gravatar philippewinter fatti vedere da uno bravo...
ne hai bisogno credimi...


Gravatar Un giorno,m'inviterai al cinema? o_O
Ti seguo spesso
Un bacio


Gravatar Sono tra quelli che l'hanno un pochetto bastonato, ma preferirei non essere morsicata o riempita di piombo... ma dannazione il finale è un proprio un po' effetto "Io sono leggenda"...


Gravatar Tornato dopo molti giorni dal mare, non posso che ritornare ad apprezzare i tuoi pezzi. Il film non l'ho ancora visto, ma è uno dei miei, lo sento...


Gravatar Un film fantastico, quasi un western post-contemporaneo, visionario e agghiacciante. La sfida uomo vs. natura riletta in chiave "fito-terrorista".


Gravatar credo che pi ù che la natura,a spingere l'uomo a uccidersi debba essere la visione di questo film....è orribile!!!!! recitazione canina e fotografia pessima...trama che non regge....uno dei più brutti film che abbia mai visto...




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