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Sai già che sono cattolico, quindi quella che sto per farti non vuol essere una provocazione in senso polemico. Dunque, metti a confronto il paleolibertarismo con il 'modello di governo' della Chiesa cattolica. Cosa ne viene?
Hoka Hey |
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07.02.07 - 8:30 am | #
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Grandioso 
Ciao!
Robinik |
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07.02.07 - 10:26 am | #
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Sempre di Piombini molto interessante il saggio sul pensiero di Rothbard che si trova qui:
http://www.univ.trieste.it/~etic..._2/
piombini.htm
Davide |
07.02.07 - 3:55 pm | #
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Ringrazio Robinik e Davide per il sostegno e il contributo.
Un caro saluto.
Paolo |
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07.02.07 - 9:25 pm | #
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Caro Hoka!
Va da sé che non ho la pretesa nemmeno di introdurre la risposta alla tua domanda, per gli spazi, ma anche per gli strumenti, mancanti.
Considera altresì che per me "cattolico" significa appunto "universale", e tutte le declinazioni (democratico, liberale, etc.) possono diventare tendenziali storpiature del "Fatto" che ha cambiato la storia dell'Uomo.
I paleolibertari sono conservatori che riconoscono la necessità delle istituzioni naturali in una società libera, e denunciano con un'attenta analisi i meccanismi di sradicamento della macchina politica. Credono che la tradizione ebraico/cristiana, e la cultura occidentale ad essa fedele, sia il "luogo" dell'affermazione della dignità personale.
Come ha scritto Carlo Lottieri: «Il Cristianesimo ha introdotto in Occidente il concetto universalistico di "persona" e in tal modo ha posto anche premesse morali ben più solide agli antichi istituti di proprietà».
Naturalmente moltissimi paleolibertari non sono cattolici, il ritrovo nel web italiano dei cattolici antistatalisti è invece questo.
Il principale teorico libertario, Rothbard, si è richiamato esplicitamente alla "legge di natura", citando San Tommaso tra i suoi riferimenti principali. La Scuola Austriaca di economia, cui fa riferimento il libertarismo, ha recuperato l'enorme contributo dato alla causa della libertà dalla Scolastica.
La Chiesa è una grande forza di libertà (l'ho scritto anche in un altro post recente), per questo oggi è attaccata da più parti.
L'avvento del Leviatano politico ne ha oscurato l'autorità sociale, con la pretesa totalitarista di ridurre la fede a fatto privato, intimo (ormai fior di studi dimostrano che il protestantesimo ben lungi dall'aver originato il capitalismo, ha innescato il processo di costituzione degli stati cd. nazionali, spezzando l'unità dell'Europa cristiana).
Storicamente, l'epoca più libera vissuta dall'Europa, è proprio quella battezzata "buia", dagli intellettuali e sacerdoti pagani dello statalismo (vedi: Prima dello stato).
Un luogo comune molto diffuso considera il liberalismo più coerente un'ideologia economicista e utilitarista, fondata sull'egoismo (c'hanno messo del loro anche pensatori liberali, come Smith, smontati appunto da Rothbard).
Compito dello stato sarebbe "tenere assieme" gli individui.
Sappiamo che non è così: è lo stato che spersonalizza, produce anomia, che isola, che strappa l'uomo dalle sue comunità naturali (di fede, identitarie e di interessi).
Libertà e mercato, invece, si fondano sulla relazione con l'altro da sé.
Il "modello di governo" della Chiesa cattolica è perfettamente compatibile con la teoria paleolibertaria: il libertarismo non promuove l'egualitarismo, ed ammette l'esistenza di comunità volontarie e gerarchie sociali.
Hoppe insiste molto
Paolo |
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07.02.07 - 10:41 pm | #
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sul punto: una società libera, non livellata, un ordine naturale, si nutre di elites, persone e gruppi che emergono per le loro capacità, per esempio di successo in campo economico, ma anche per le loro qualità morali e l'autorevolezza nel richiamare l'Uomo ai suoi doveri.
Libera Chiesa, senza stato insomma

Paolo |
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07.02.07 - 10:43 pm | #
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Se tu sei privo di strumenti (e non lo sei), figurati io (e lo sono)! Ti ringrazio per la tua risposta.
La verità è che oggi, a 39 anni vedo anche il liberalismo con molto meno interesse di quanto facessi un tempo. Vedo del buono sia a destra che a sinistra, così come vedo del cattivo da entrambe le parti.
Vedo il liberalismo come la forma di governo di un'umanità che ancora non esiste, la forma che precede la fine del mondo, l'Apocalisse. Il paradosso è che, facendo propria la 'vera' libertà e non avendo più bisogno di un'autorità esterna, l'umanità vedrà compiuto pienamente il disegno di Dio. Non prendermi per un bigotto o un bacchettone. E' che oggi relativizzo molte cose, fra cui le questioni di scienza politica.
Un caro saluto
Hoka Hey |
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07.03.07 - 8:42 am | #
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Non mi sembri affatto bigotto o bacchettone, bensì realista.
Il bello della teoria libertaria è che smonta le mitologie giuridiche della modernità, proprio relativizzando la "scienza della politica" (che è piena di finzioni e tabù).
Naturalmente si corre anche il rischio, nel combattere il potere, di rimanerne ipnotizzati, di non uscire dalla "immaginazione gregaria" che lo fonda.
Allora ci si fissa su una postazione (insieme di formulette) che non ti fa cambiare neanche di un millimetro.
L'assedio del Leviatano è esteriore ed interiore.
Un caro saluto anche a te.
Paolo |
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07.03.07 - 6:52 pm | #
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Molto bello. Il libro in questione, tra l'altro, è ben documentato, con un piglio scientifico e sempre molto chiaro.
Boaro |
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07.09.07 - 10:25 am | #
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Tutto molto bello e molto condivisibile. Epperò sempre più spesso mi assale l'inquietudine che il (paleo)libertarismo rappresenti una utopia-rifugio per "iniziati" assai poco propensi a misurarsi con la dura realtà dei fatti.
Un po' come facevano i leninisti d'antan, spesso i (paleo)libertari spezzano i problemi concreti come nodi gordiani, richiamandosi, idealizzandola all'eccesso, alla storia di una nazione-guida (la Russia sovietica per i primi, gli USA della frontiera per i secondi).
E' un po' l'obiezione che muovevi anche tu, commentando uno dei miei ultimi post. Troppo facile cavarsi d'impiccio perorando ogni volta l'abolizione dello stato. Ma il contatto con la realtà dove va a finire, così?
Ciao, complimenti!
Ismael |
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07.09.07 - 3:52 pm | #
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Bellissima sintesi.
Personalmente ho sempre dato molto significato alla relazione tra i due ambiti "Paleo" (libertarian, conservative) incarnata dagli ultimi anni di Rothbard, proprio perchè volutamente sottaciuta, quasi rimossa da certe evoluzioni "politically correct" di ambo i lati.
Arrivano a dire che "Rothbard aveva perso il cervello"... già sentita questa, ai tempi dell'Urss.
Da certi liberali liberisti libertari che come sottolinei tu sono in realtà non avendo colto che l'Uomo è in primis un "animale sociale", sono contro ogni principio di autorità e responsabilità; per non parlare poi di certi nazional-popolari che hanno rivalutato lo statalismo come strumento per il controllo.
Nella realtà la convergenza tra i due mondi "paleo" è importante e trova a mio avviso una sintesi nel concetto di "Comunità" (cattolica ebraica o perchè no hyppie etc.etc.) che surroga lo Stato, in quanto repository di tradizioni usi e quindi di identità ( giustizia, difesa, assistenza etc.) per ciascun individuo.
Il quale è sempre libero di aderire o meno alla Comunità in cui è cresciuto, andandosene a cercarsi la sua Comunità senza rompere i .. timpani a chi voglia .. Conservare la propria.
ciao, Abr
Abr |
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07.09.07 - 4:19 pm | #
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questo blog sta diventando un covo di venetisti
@Boaro: condivido il tuo giudizio sulla bellezza del libro, e l'utilità di questi lavori. grazie per la visita.
Paolo |
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07.09.07 - 7:14 pm | #
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@Ismael: il libertarismo è una teoria estremamente seducente, perché si sforza di coniugare in modo serrato e sistematico i desideri più profondi dell'uomo: libertà e giustizia.
Non a caso Rothbard, come strategia d'azione, suggeriva di lasciar perdere politici e intellettuali, già compromessi col potere, e rivolgersi ai giovani.
Non si può leggere "L'etica della libertà" e rimanerne indifferenti.
Va da sé che tutto ciò implica il rischio di perdere il contatto con la realtà, di cui parli. Il discorso qui andrebbe articolato: sono più "irrealisti" i neolibertari che cercano compromessi con la politica, i left/libertarian che mettono sullo stesso piano non meglio definiti "diritti civili" e libertà economiche, o i "paleolibertari" che rifiutano del tutto la politica? Fra quest'ultimi, poi, non tutte le posizioni sono sovrapponibili. Hoppe mi sembra il "paleo" più rigido e reazionario, altre pagine di Rothbard sono più dialoganti. Ho amici "paleolibertari" che da anni non votano (o scrivono "Viva San Marco" sulla scheda), altri più "collaborativi".
Da Te dicevo però anche un'altra cosa (sulla quale mi pare convenivi): se è vero, come è vero, che libertà economica e cultura conservatrice sono indisgiungibili per la costituzione di una società libera (ferme restando le scelte individuali, nella loro marginalità), la "via d'uscita dalla prigione statalista" non può non tenerne conto. In altre parole: ci sono libertà sovra-ordinate ad altre. Vedere questo, è già mantenere un contatto con la realtà.
Il punto d'incontro paleo tra conservatori e libertari, potrebbe essere questo. O no?
Paolo |
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07.09.07 - 7:35 pm | #
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@Abr: dire a chi ti contraddice che è matto è il modo più sbrigativo per tenere gli occhi chiusi sulla verità che ti viene indicata: stendiamo un velo pietoso sulle leggende circolanti (anche in blogsofera italiana) sul "vecchio Rothbard". Fanno pena.
Invece mi sembra molto importante la tua riflessione sulla comunità (imperdibile di Lottieri: Denaro e comunità, Alfredo Guida Editore).
La rigida contrapposizione tra "comunità" e "società" predicata dalla sociologia europea va appunto superata. Ad un uomo sono congeniali relazioni calde comunitarie (famigliari, comunità di fede, locali), e relazioni più ampie di mercato. Le prime rafforzano le seconde e viceversa.
La retorica anticapitalistica si è nutrita di accuse quali: atomismo, egoismo, edonismo, anomia, utilitarismo, economicismo, etc. Purtroppo c'hanno messo del loro anche teorici sedicenti liberali.
La libertà, anche quella di aderire a "Comunità volontarie", va salvata anche da loro.
Un caro saluto.
Paolo |
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07.09.07 - 7:52 pm | #
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Sulla farsa dello Stato Laico ne ho scritto anche io dando un piglio molto storico al mio post...
Tengo presente il libro di Vernaglione in ogni caso... Una bella letturina estiva...Ti ringrazio.
Salmone Liberale |
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07.09.07 - 8:32 pm | #
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P.S.: bisognerebbe avvertire Pera...Di farsi interprete del paleolibertarismo italiano. Per ora è arrivato soltanto al liberal-conservatorismo...
Salmone Liberale |
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07.09.07 - 8:34 pm | #
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@Salmone Liberale: avevo letto ed apprezzato il tuo post .
"Stato laico" è il nome europeo della farsa illiberale che s'inghiotte pure la democrazia continentale (nella sua natura viziata originaria "rivendicativa", rispetto all'Ordine Antico, premoderno). Laicismo e statalismo sono fasci di idoli pagani venerati dall'uomo scristianizzato e senza Padre.
P.S.: Chiedere a un politico (che addirittura ha ricoperto la seconda carica dello stato) di farsi interprete rigoroso del paleolibertarismo è, lo sai, un non-senso: per prima cosa dovrebbe dimettersi, da tutto.
Ma senz'altro Pera, a mio giudizio, esprime una posizione politica con la quale i (paleo)libertari possono proficuamente dialogare e collaborare.
D'altra parte, il suo "Manifesto per l'Occidente" fu presto sottoscritto anche da autorevoli libertari italiani.
Un caro saluto.
Paolo |
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07.09.07 - 9:56 pm | #
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http://blogdellanarca.blogspot.c...risi-
della.html
Che dici di questa idea che rivaluta l'idea di Nazione, contro l'IO capitalista e il relativismo?
Salmone Liberale |
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07.10.07 - 2:12 pm | #
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L'Anarca è una specie di... fratello maggiore dei boschi: seguo sempre con attenzione tutto quello che scrive, ed imparo molto dai suoi post.
"IO capitalista" mi sembra un altro nome di quell'"uomo economico", tutto preoccupato dal misurare, e dal calcolare costi/benefici, delirato soprattutto da certo "liberalismo" utilitarista inglese, che ha fornito molti argomenti alla Bestia utilitarista per antonomasia (lo stato) e finanche al marxismo.
Quel che vedo è che fin nel nome "Stato nazionale", c'è una bugia. Lo stato moderno si è venuto a formare come un'organizzazione politica che ha combattuto, al di là delle retoriche, l'idea di nazione. A ben vedere: ogni idea di Nazione: da quella forte, come comunità di nascita/appartenenza, alla "nation by consent".
Mi sembra che, per usare il lessico juengeriano, il post dell'Anarca evidenzi come ogni organizzazione politica (in questo caso lo stato) necessiti per funzionare di un suo organismo vivente (la lealtà nazionale).
Se no, appunto, tutto si riduce a burocrazia, e "permessi di soggiorno". Quel che è diventato lo stato moderno, anche per il suo vizio originario (totalitario) di mettere in scena una "religione civile".
Penso comunque che l'identità sia sempre plurale, perciò nessuno stato può fissarla.
Simone Weil, per esempio, parlava di "pluralismo patriottico", per indicare quel meraviglioso moltiplicarsi di lealtà e fedeltà (fondate sull'identità e gli interessi), proprie del mondo pre-moderno.
E tu che ne pensi?
Paolo |
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07.10.07 - 9:05 pm | #
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Beh, lo Stato Nazionale nato con la pace di Westfalia o giù di lì, mi pare avesse inizialmente incorporato abbastanza bene l'idea di Nazione. O forse mi sbaglio... Sarebbe un tema interessante da scoprire, quello del rapporto tra Stati e Nazioni. Sono assolutamente digiuno di tutto ciò. Certo posso affermare che il nazionalismo duro e puro ha portato nella storia a sanguinose lotte etniche e razziali, ultima delle quali quella in Jugoslavia. Quindi, come dici tu, va bene non ridurre lo Stato a burocrazia, però è altrettanto vero che nessuno Stato può permettersi di fissare a suo piacimento la Nazione. La miscela, nella sovrapposizione delle due cose, diventa esplosiva.
2) Per quanto riguarda l'homo economicus, in effetti ora comprendo il motivo di tanto sdegno. Al proposito un testo universitario, che porto all'esame di domani di Filosofia del Diritto, "Società post-hitleriane", rileva, alla luce del pensiero del filosofo del diritto Pierre Legendre e ai film di Wim Wenders, come nelle società contemporanee la porta sia purtroppo aperta all'ideologia del Soggetto-Re, anche detto "Individuo mini Stato", ovvero a quel tipo di volontà individuale che assume una forma dispotica, si pensa come onnipotente, che pensa la sua coscienza come "il modo in cui mi sento ora", che considera la libertà come fine a sè stessa.
E' davvero molto interessante, benchè un po' complicato da seguire.
Salmone Liberale |
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07.11.07 - 10:49 am | #
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In bocca al lupo per l'esame!!
Paolo |
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07.11.07 - 7:18 pm | #
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Complimenti! Bell'articolo e bel blog
Davide |
08.02.07 - 7:30 pm | #
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Grazie Davide!
Paolo |
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08.03.07 - 3:11 pm | #
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