passaggioalbosco

Carissimo Paolo, desidero esprimere la mia più assoluta ed incondizionata solidarietà a Claudio. Non praevalebunt!

Con affetto e stima

Alessandro


Gravatar Carissimo Paolo, hai scritto ed espresso ottimamente i sentimenti di molte persone oneste. Ti ringrazio tantissimo. Io non so scrivere bene come te, ma sono contenta che qualcuno possa farlo con tanto equilibrio e saggezza.
Anche io cerchero' di scrivere a Dell'Utri, perché se si riferisce a Risé, la sua reazione é del tutto fuori posto e contro la libertà di espressione.
Speriamo che gli arrivi il messaggio.
Un grosso abbraccio,
Lontana


Gravatar Sottoscrivo pure io.
Solidarietà a Claudio Risé.
Dell'Utri ha toppato.
Ciao


Gravatar paolo, ho copiaincollato variamente te, rise', e compagnia su trn e non mi sono mai complimentato. meno male che continua ad esistere gente decente - purtroppo sempre di meno anche lontano dagli antistorici al governo

ciao - vincenzo


Gravatar ti ho linkato, complimenti, ciao - v.


Gravatar caro Paolo esprimo solidarietà nei confronti di Risé soprattutto perchè conosco il modo in cui ha parlato di questi temi in tutti i suoi libri e non è mai stato per giudicare o condannare, al contrario sempre per difendere la libertà dell'essere umano, incastrato spesso dalle maglie del potere o dei consumi che lo obbligano a seguire certe strade di cui francamente si potrebbe fare a meno (ad es il coming out coatto ben utilizzato da chi poi su questo ci ottiene una poltrona in parlamento).
antonello


Gravatar Caro Paolo, ti ringrazio per il tuo intervento sull'articolo di Risé dedicato alla sofferenza di chi vive una situazione omosessuale senza accettarla, o riconoscendola come un problema. Come terapeuta condivido fino in fondo la posizione di Claudio Risé che affronta in un quadro teorico solido una questione difficile e delicata dal punto di vista psicologico. Stupiscono le critiche che mi sembrano dettate da atteggiamenti preconcetti di tipo ideologico piuttosto che dalla volontà di confrontarsi entrando nel merito della posizione di Risé. Al cuore del suo discorso sta l'attenzione per la libertà, per chi soffre, di trovare una risposta al proprio dolore. Ma per difendere questa libertà occorre confrontarsi, anche per la questione omosessuale con la verità di tale condizione. Cosa che Risé fa in modo equilibrato e sereno.


Gravatar Grazie del link Paolo, vedo che per tua fortuna le cose qui si svolgono in modo molto più tranquillo.
Ciao


Gravatar Ringrazio Alessandro, Lontana, Mauro, Vfiore, Antonello, Paolo e tutti gli amici che mi hanno scritto privatamente per unirsi nella solidarietà a Claudio Risé.
Ero certo di ri-trovarvi.

@Lontana: non è vero che scrivo bene ma non è neppure importante. Quel che conta è cercare di migliorarsi, muovendosi nella direzione giusta, e sempre con il cuore puro.

@Mauro: non conosco il Senatore, magari l'articolo cui si riferiva non è quello di Risé...

@Vfiore: grazie per tutto!

@Antonello: E' troppo pretendere che questi delinquenti politici (molti dei quali vicini al movimento dei Riformatori Liberali - i radicali di centrodestra che si agitano per farsi riconoscere) abbiano letto i libri di Claudio. Ma la malafede con cui hanno finto di travisare il testo di un articolo ha sorpreso molto anche me.

@Paolo Ferliga: carissimo! La tua testimonianza di terapeuta è doppiamente preziosa, anche se conoscendoti a me "basta" il tuo parere di uomo.
Grazie per aver fatto arrivare il messaggio a chi di dovere, lo sapevo che il coraggio non ti manca...


Gravatar @Otimaster, sulla tranquillità: come diceva il vecchio Juenger: "Bosco è quiete". ciao


Gravatar La libertà nel cuore e nel sesso.

Il testo di Claudio Risé sostiene e descrive l'alleanza tra terapeuta e paziente fondata sui desideri e i bisogni del paziente a prescindere da ogni imposizione di "destini genetici" o "dover essere ideologici".
Interpretare questo testo, che trasmette l'emozione di una profonda libertà che sempre si esperimenta in una relazione all'insegna del rispetto più profondo dell'altro e dell'ascolto accogliente del suo vissuto, e la propone come cifra di ogni libera relazione affettiva e sessuale, in un testo omofobo che identifica omosessualità con malattia, è privo di realtà e di senso.
Visto che sono in particolare alcuni siti di ispirazione radicale a sostenere questa interpretazione, mi viene da porre questa domanda: è il segno della drammatica evoluzione del pensiero e del sentire dei radicali da pensiero critico a dogmatica ideologica? è la strada scelta di imporre la propria concezione della libertà tramite il potere, mediatico o politico che sia, a richiedere loro, ed ottenere, il prezzo del tradimento della verità e della propria coscienza? In tal caso mi dispiace davvero.
Quanto all'editore che non legge ciò che edita o se lo legge non lo capisce, o se lo capisce ha paura di editarlo perchè non conviene, non è il primo né l'ultimo dei potenti di oggi (e di sempre) con le piume della libertà in testa per farsi vento, e far ridere.
Cesare B.


Gravatar Caro Paolo, solo per segnalarti che Cantor ha scritto un post completamente disonesto sull'argomento senza citarti e senza citare Filo a Piombo.
Un caro saluto.


Gravatar Grande Cesare. Nella prima, seconda e terza parte del tuo commento.
Posso solo sottoscrivere.

Cara Lontana, poi vado a leggere ma non mi sorprende. Mancava all'appello chi aveva già fatto scuola in passato.
Ma tu pensi che sia un caso che in questo post, e in un commento qui sopra, ho nominato per due volte i "Riformatori Liberali"?


Gravatar Se c'è qualcuno da riprendere e da espellere non è certo Risè...semmai uno come dell'utri!!!! Risè ha scritto cose che ogni clinico incontra nel suo studio, con saggezza e capacità; certo le polemiche sterili, "televisive", sguaiate, da talk-show di terza categoria, gli scivoleranno addosso (mi auguro). Rispetto a quanti hanno montato la polemica c'è da spaventarsi: l?'italia perde dialettica, approfondimento, cultura..si infanga nelle faziosità gridate. Un omosessuale poco gay come pasolini ch direbbe a questi?


Gravatar Mario, non so cosa direbbe Pasolini, sicuramente starebbe alla larga da questi che calpestano la verità di un articolo come la realtà della vita, da questi che stanno dalla parte del potere, con le loro ideologie, da questi che propagandano alternando posizioni manieristiche e compassionevoli ad attacchi che violentano pensieri e persone.
La vicenda è di per sé marginale, ma indicativa del totalitarismo liberal in cui il "politicamente corretto" va a coprire l'ignoranza e, soprattutto, la maleducazione.
Ecco, la questione centrale è quella dell'educazione.
Ciao


Gravatar Esatto paolo, lo credo anch'io...
il qualunquismo impera sovrano..Povera patria!
sarebbe interessante sentire qualche voce di omosessuale in disappunto, che "riconosca"le parole di Risè.


Gravatar Testimonianze a riguardo mi pare che ce ne siano state anche di recente, ma non servono a far cambiare idea ai moralisti del politicamente corretto, che per solito le deridono (come fa Cecchi Paone un giorno sì e l'altro pure in TV).
Ma guarda che ad esempio in questo caso l'intolleranza non è venuta dai movimenti gay (di passaggio, non è forse fuori luogo ricordare che scritti di Risé sono comparsi più volte in passato su riviste di area gay).
L'articolo era stato segnalato a gaynews da uno di quei zelanti sedicenti libertari - sic -, che poi ha pure invocato rapidamente l'ordine degli psicologi - ari-sic.
E gaynews, pur stroncando l'articolo, è stata molto meno disonesta dei liberal in questione...
ciao


Gravatar Bravo per un ottima descrizione della situazione... Pensieri come questi saranno fra poco criminalizzati qua'come "hate speech"...


Gravatar Se uno dice che si può "uscire" dall'omosessualità, o peggio
che si può "guarire", sostiene implicitamente che l'omosessualità
è una malattia, anche se concretamente non lo è, visto che , al contrario delle malattie mentali, non lede il raziocinio e non rende infelici (se non chi lo l'accetta)...
Chi sostiene che si possa uscire dall'omosessualità, lo fa da un lato facendo credere che si possa mutare orientamento sessuale (mentre al massimo si cambia il comportamento sessuale), dall'altro per via del pregiudizio secondo cui l'eterosessualità
sarebbe l'unica sessualità naturale, e che quindi non esista veramente un orientamento omosessuale, ma un disturbo del comportamento sessuale in persone altrimenti eterosessuali.
Lo fa soprattutto se è cattolico (in occidente), se è islamico, e se, in generale, aderisce a un'ideologia che prescrive come debba essere regolato il mondo; quindi se nel mondo ci sono cose che trasgrediscono la prescrizione, allora devono essere considerate immorale se non addirittura innaturali. Il cattolico, specie quello conservatore, vede come giusto solo che prescrive
che la Bibbia .

Questi sedicenti "liberali" vogliono una società omogenea,
dove tutti sono omologati a un unico modello considerato
giusto, da contrapporri a tutti gli altri modelli, in quanto
considerati errati.

Quindi: tutti eterosessuali, sposati con figli.

Naturalmente è giusto che un omosessuale che non si accetta
e voglia sposarsi e fare figli sia libero di farlo, ma non
di spacciare questa sua scelta come "guarigione" dall'omosessualità.

Riguardo alla questione della famiglia, intanto occorre ribadire
che la famiglia esiste da prima del matrimonio, il quale ha il fine
di riconoscere una famiglia, di conferire doveri e diritti ai membri.

Il divorzio di contro è la conseguenza giuridica della fine
di un' unione coniugale (non la causa della fine). La famiglia
peraltro esisterebbe anche senza che la coppia fosse sposata,
ma sarebbe solo famiglia di fatto, per ora senza alcun riconoscimento
da parte dello stato. E, per finire, la famifglia si basa sull'amore
tra due o più persone, ed esiste anche se in quella famiglia
non avviene la procreazione di nuovi esseri umani:
è famiglia anche una coppia eterosessuale senza figli. Alle coppie con figli e anche ai genitori soli con figli a carico deve anare ogni riguardo.. come invece no si è visto neppure nel quarantennio della DC...

Non estendere il matrimonio civile alle coppie omosessuali è
un atto illiberale ingiustificato, dato che l'estensione non
recherebbe alcun danno alle coppie eterosessuali (l'articolo 31 Cost. obbliga lo Stato a dare servizi a tutela della maternità e delle famglie con figli) e non
incentiverebbe l'omosessualità nelle giovani generazioni
(che non si sognerebbero di essere gay solo perchè i gay
si possono, finalmente, sposare). Non estendere il matrimonio
civile alle coppie omosessuali signifca volere


Gravatar Se l'omosessualità fosse una "malattia" ciò escluderebbe un approccio psicoanalitico alla stessa, su questo purtroppo c'è molta confusione, e ignoranza...
In realtà ciò che Nicolosi ed altri propongono è l'ascolto terapeutico di chi vive in modo distonico e coatto il proprio orientamento sessuale, disagio che si può trasformare in altro.
Leggiti, se vuoi, "Oltre l'Omosessualità (San Paolo 2007): ci troverai un approccio a questi temi estremamente libero e franco, basato sull'ascolto e la relazione rispettosa dell'altro: il contrario di certe battaglie ideologiche alla moda.




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