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Bravo! Sei stato chiaro! FUORI DAI PALAZZI chi non ci rappresenta. W l'Irlanda libera che ci aiuta ad essere liberi! Che bello, Paolo, se si potesse ancora giocare al LIBERI TUTTI! Ho scritto anch'io sull'argomento. Ciao e buona giornata.
Nessie |
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06.15.08 - 12:18 pm | #
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Da dove viene questa paura dei referendum e del libero voto dei popoli della cricca dei potenti?
Di cosa blaterano i Napolitano quando parlano di "democrazia europea", e di "Costituzione"?
Ci gratti un po' e trovi gli interessi della banca centrale, delle cupole arroganti, delle lobbies antifamigliari e abortiste, dei disarmati amici degli islamici, naturalmente nel nome della società multiculturalista.
Sosteniamo tutti la battaglia della Lega Nord Padania, perché anche i popoli italiani possano votare su questa europa.
Paolo |
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06.15.08 - 3:23 pm | #
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Il concetto è semplice, se il trattato di Lisbona dà molto più potere al parlamento europeo democraticamente eletto dai cittadini europei e ne toglie alla commissione e ai vari organismi in cui è necessaria l'unanimità questo vi sembra così antidemocratico?
La minaccia, che non è frutto della mente di Napolitano, ma è probabilmente l'unica soluzione in questi casi è appunto: chi vuole rimanere è ben accetto, per chi vuole uscire la porta è quella.
La minaccia è particolarmente efficace per il semplice motivo che l'Irlanda è uno dei paesi europei che pagano meno soldi alla comunità europea e incassano più aiuti e che quindi ha un enorme convenienza a rimanervi.
Qando sento certi discorsi mi viene sempre in mente il sig Giovanni Robusti, leader dei cobas del latte, senatore della Lega e poi "casualmente" condannato per una truffa ai danni della comunità europea da 130 milioni di euro......
Pietro |
06.17.08 - 9:51 pm | #
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Caro Pietro, per stabilire chi vuole rimanere fuori o dentro una cosa, intanto bisogna stabilire la "cosa", poi consentire ai popoli di esprimersi, cosa che finora non è stata fatta. Per questo è ridicola l'obiezione che "una minoranza di irlandesi bloccherebbe il processo voluto da una maggioranza", che in realtà non si è mai espressa.
L'Irlanda è l'unico paese ad aver indetto un referendum sul Trattato di Lisbona. E come ha scritto Fausto Carioti, i cittadini europei si dividono in due categorie: quelli che hanno bocciato il trattato di Lisbona e quelli ai quali è stata negata la possibilità di bocciarlo.
I motivi per opporsi al Trattato di Lisbona sono molteplici, qui sotto riporto solo un estratto da un articolo diffuso dal prof. Roberto de Mattei:
«Nel Trattato di Lisbona assume forza giuridica obbligatoria la Carta dei Diritti fondamentali, varata nel dicembre 2000 a Nizza, che costituisce il cuore della nuova costruzione europea. Nella Carta di Nizza, condannata da Giovanni Paolo II pochi giorni dopo la sua promulgazione, non c’è solo il rinnegamento formale delle radici cristiane dell’Europa. Nell’articolo 21, per la prima volta in un documento giuridico internazionale, l’“orientamento sessuale” è riconosciuto come fondamento di non-discriminazione, mentre due altri articoli del nuovo Trattato sul funzionamento dell’UE, il 10 e il 19, ribadiscono lo stesso principio.
Questi articoli traducono in termini giuridici la cosiddetta teoria del gender, che distingue il sesso fisico-biologico dalla tendenza sessuale o “identità di genere”. La sessualità, in questo modo, diventa non un dato di natura, ma una scelta “culturale”, puramente soggettiva. L’art. 9 della Carta dei diritti di Nizza dissocia inoltre il concetto di famiglia da quello di matrimonio tra un uomo e una donna, aprendo la porta alle unioni omosessuali e alle adozioni di bambini da parte delle coppie “gay”.
La Carta conferisce inoltre ai cittadini la possibilità di ricorrere contro le legislazioni nazionali, con il rischio di creare un meccanismo per cui, attraverso i ricorsi dei cittadini e le sentenze della Corte di Giustizia europea a cui essi adiscono, si arrivi a determinare una giurisprudenza comunitaria che esautori le legislazioni nazionali. I singoli possono tutelare i diritti loro garantiti dal Trattato appellandosi alla Corte di Giustizia, le cui sentenze si applicano direttamente all’interno degli Stati membri. La sovranità degli Stati sarebbe progressivamente liquidata a colpi di sentenze dei Tribunali europei.
Se il Trattato di Maastricht, con l’introduzione dell’euro, ha voluto dare all’Europa una costituzione economica, con il Trattato di Lisbona, stiamo passando non ad una costituzione politica, ma ad una costituzione giuridica, fondata sui nuovi diritti postmoderni, diametralmente opposti ai “principi non negoziabili” a cui tanto spesso si è richiamato Benedetto XVI».
Paolo |
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06.18.08 - 6:28 pm | #
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Commenting by HaloScan
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