"I don't necessarily agree with everything I say" Marshall McLuhan

Sarò pignola come il solito, ma constato che il nerd non si smentisce mai, anche se poi affermate che lo fa apposta per goliardia etc: io ne dubito; semplicemente gioca a fare l’analista alla Jack Ryan, senza però avere né la preparazione né l’accesso a informazioni riservate del personaggio di Clancy, almeno a giudicare da quel che scrive. Diciamo che ho avuto modo di testare che le sue pretese talpe sono davvero tali: non vedono a un palmo dal naso. Il che mi fa credere che lui le sopravvaluti un po’, oltre all’ovvia riflessione che lui non pare prendere in considerazione, che ci sono anche molte cose che non si possono dire per no rischiare ben più del posto di lavoro...
A ogni modo partire a parlare della Somalia affermando “Non biasimo Clinton per la fuga dopo la faccenda di Black Hawk Down; lo biasimo per non avere ritirato le truppe il giorno dell'insediamento” dimostra solo che egli ha una idea molto vaga e imprecisa sulla vera situazione esistente allora in Somalia, anche riconoscendo il ruolo privilegiato degli Usa all’interno dell’ONU.
Da allora sono passati 15 anni, e se ha le idee imprecise su cose che sono ormai oggetto di studio, io mi domando la sua attendibilità sull’oggi.
Primo, la reale vicenda di Black hawk down è un po’ diversa da quella raccontata dal film, pur molto bello, di Scott, (che temo sia la principale fonte della maggior parte di chi di quell’evento parli), dato che anche ispirandosi alla ricostruzione dei fatti attraverso le testimonianze dei protagonisti raccolte nel libro di Mark Robert Bowden, in realtà il film mischia agli eventi dell’abbattimento dell’elicottero USA, quella degli italiani coinvolti nell’operazione Ibis, tra il 2 e il 3 luglio 1993, anche se al solito nessuno lo dice. Poi, e non è una banalità o una piccolezza, gli americani, così come tutte le altre forze internazionali presenti allora in Somalia, dove resistettero solo due anni, vi erano esclusivamente su mandato ONU: erano cioè, americani compresi, caschi blu di varie nazionalità, non soldati americani inviati o ritirati su decisione di Clinton.
Sarà una sciocchezza, ma per come sono fatta io, inizio a leggere un pezzo che inizia con una cazzata così grande e su fatti così noti e facilmente verificabili, e mi passa la voglia di andare avanti, presumendo che se il buon giorno si vede dal mattino...
Ma ovviamente questa è solo la mia idea.
Ciao.


Il Nerd a volte da' su i nervi anche a me: purtroppo ha questi modi a laureato alla "J. McCain School of Geography" (McCain pensa che la Spagna sia in Sudamerica e che Iraq e Pakistan confinino) con specializzazione alla "D. Cheney School of Humanity". Ricordo che in un suo articolo sull'Algeria scrisse che si era documentato poco perché il materiale è quasi tutto in francese, lingua che non conosce, "e fieramente", sue testuali parole. Solitamente io uno così andrei trovarlo a casa e lo sottoporrei forzatamente a studio intensivo di tutte le lingue romanze viventi e morte.
Nella sostanza le analisi sono buone, anche se viste solo dall'ottica "militaresca", che è però solo un lato della questione. E secondo me la forza del Nerd è proprio nell'abbandonare quell'ipocrisia pelosa degli strateghi che parlano in TV e usare un linguaggio grezzo che mostra la guerra per quello che è, razzismo e deumanizzazione del nemico.
Secondo me, poi magari mi sbaglio ed è davvero un becero stratega da bar e io e il capo ci facciamo troppe illusioni.


Prima ero io.


già che è momento di outing: andrea e io, nonostante la sovrapposizione di points ov viu (comprese le fantasie di tortura romanza, ecc.), siamo due persone diverse. lui è anche anonymous. io a volte sono aloniomo #123 :-D


Signora Flora

ella mi ricorda una mia professoressa del liceo per l'assoluta severità!

il nerd sono io con un pò di acidi nella testa e il suo lavoro. le posso giurare che egli non ha idea di quello che scrive ma lo scrive molto bene. a differenza dei giornalisti italiani, che scrivono molto male.

paragonato al 97,8% dell'informazione, è uno che approfondisce molto. OK, è come rubare caramelle ai bambini non di Scampia.

però le muovo un appunto: se il presidente USA comunica all'ONU che ne ha abbastanza e ritira i suoi soldati, non è che all'ONU gli dicono non puoi, il mandato scade tra sei mesi. giusto?

baci


x Andrea Anonymous: spetti che mi eleggano e il Pakistan confinerà con l'Iraq.

Suo John


Sinior Fjodor, dalla mia passata esperienza di giornalista, (che non rimpiango affatto) ho imparato di sicuro almeno un paio di cose.
La prima è cosa vuol dire avere davvero dei canali d'informazione "informali" in certi ambienti, e per dire, facciamo l'ipotesi che sul Marriot il nerd avesse scritto alcune cose da scrivere, il risultato sarebbe che molto presto avrebbe ricevuto la visita di un paio di signori vestiti di scuro, non molto educati ma molto curiosi e rudi, e sarebbe sparito dalla circolazione almeno per un po', magari non da solo. Se è sotto scorta Saviano, figuriamoci i rischi di chi dovesse divulgare informazioni "sensibili" a livello internazionale. Il giornalismo d'assalto di un certo tipo è morto e sepolto da mo', ma l'alternativa era che morisse e venisse sepolto, magari in località sconosciuta, il giornalista. Fra l'altro, nel rispetto della libertà dell'informazione, sono convinta che non tutto vada divulgato.
La seconda è quella di controllare minuziosamente non solo le fonti, ma ogni cosa; se viene il dubbio, prima di scrivere Macchiavelli, vado a controllare se non sto mettendoci una "c" di troppo. Anche se riconosco che i ritmi di un quotidiano ti consentono quel che possono.
Da quel che vedo (errori di grammatica compresi, e che ritengo spesso frutto di ignoranza, non di fretta) lo fanno sempre in meno. Ciò non toglie che la regola resta sempre valida, e chi se ne infischi, sbagli. Fra i doveri verso il lettore, c'è anche quello di non renderlo più ignorante, oltre che più informato.
Non è severità, è rigore, disciplina, professionalità, come la vuol chiamare. Se sono valori sempre meno di moda, non è colpa mia, e non è neppure una buona cosa, IMHO.
Quanto ai rapporti di forza tra ONU e Usa, una decisone unilaterale può sempre essere presa, fregandosene degli accordi presi, soprattutto se si è sufficientemente forti da potersi permettere la prepotenza, ma questo non significa che la situazione in Somalia, all'epoca, non fosse quella da me indicata.
Il problema non esisterebbe se, come nelle intenzioni orginali nella stesura della carta Onu, essa avesse potuto disporre di forze militari proprie, senza stipulare accordi con gli stati membri. Quello che ha scritto il nerd, significa (intendo proprio linguisticamente) non che gli States avrebbero potuto mancare a un impegno preso, ma invece che Clinton era lui a controllare autonomamente la situazione militare in Somalia (cosa in fondo vera, almeno in riferimento alle truppe USA: il progetto di un'azione a sorpresa per la cattura di Aidid, raccontato in Black Hawk Down, ufficialmente Clinton e lo stato maggiore Usa non lo conoscevano neppure; figuriamoci l'ONU).

Capo, non temere, come potrei confonderti con chiunque altro?
:-D
(sulle lingue romanze concordo e sposo la teoria sensista: in ginocchio sui ceci un'ora per ogni cavolata)
E ora me ne vado a Honolulu, come Merlino, che qui il tempo (come lì, immagino) è una vera chiavica!
Statemi


bene.


ho colto Honolulo, siniora, e le faccio i migliori auguri

però insisto: l'Onu avrebbe reso legale il ritiro Usa prima che l'ultimi elicottero si levasse in volo

capisco perchè non sia più una giornalista, era una pecora nera! ho indovinato?

saluti


No, nell'ambito della scrittura come professione, in realtà non era quello che volevo fare, quindi appena ho potuto, ho cambiato area.
In realtà, quella di andare a Honolulu è parte del lessico familiare: mia figlia, traendolo esattamente da dove ha capito lei ed essendone da piccola molto colpita, anche perché non aveva la più pallida idea di cosa o dove fosse Honolulu, la usa per mandare non a quel paese, ma per un po' in stand by, diciamo così, cose e persone che in quel momento non la interessano particolarmente. Quindi temo che a Honolulu, più che altro, mi ci mandi lei...

(vede l'utilità di figli piccoli in casa? ci si fa una cultura, si ampliano gli orizzonti...)
:D


confermo, confermo

saluti carissimi





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